Il Tirreno

Via allo studio sulle malattie dell’Elba

Via allo studio sulle malattie dell’Elba

Il professor Bianchi, responsabile del Cnr di Pisa, annuncia la ripresa dell’analisi epidemiologica

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PORTOFERRAIO. Fabrizio Bianchi, responsabile dell'unità di epidemiologia ambientale dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr a Pisa, annuncia nuovi studi sullo stato di salute degli elbani. Lo ha detto a Ischia, durante un convegno e il ricercatore pisano ha relazionato esponendo l'analisi dello stato di salute che realizzò nel 2014, all'Elba, presentandola pubblicamente al De Laugier.

«Nel convegno campano -dice lo studioso -ho ricordato Massimo Puccini deceduto nel febbraio scorso. Fu lui che promosse gli studi isolani e sul sito web del Centro studi città della scienza di Napoli, ho esposto un articolo in cui dico che presto avrò i dati più recenti sulle malattie dell'isola d'Elba, dalla Regione Toscana, dopodiché farò l'aggiornamento epidemiologico». «Importante, in questo nuovo lavoro, è il confronto della zona elbana con altre aree simili e bisogna verificare le malattie tipiche nei singoli Comuni e se esistono minacce ambientali». Gli approfondimenti del primo studio furono attuati per capire se erano troppi i decessi per leucemie e linfomi; ma i risultati furono abbastanza confortanti. «La prima analisi, fatta col professor Benedetto Terracini - conclude Bianchi- decano dell'epidemiologia e con altri esperti. I tassi di mortalità dell'Elba risultarono inferiori a quelli di confronto. Emergeva però un eccesso di mortalità tra gli uomini a Portoferraio,+10% rispetto al riferimento e altri eccessi statistici. Dobbiamo fare ora uno studio geografico più specifico, per avere una immagine più fedele, andando a verificare i singoli casi e certe aree sub comunali".

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