Il Tirreno

Bus strapieni, studenti in piedi o a piedi

Claudia Guarino
Via della Pace, gli studenti provano a salire sul pullman (foto Pabar)
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Via della Pace, gli studenti provano a salire sul pullman (foto Pabar)

I ragazzi all’uscita delle scuole trovano sempre pullman sovraffollati. Tiemme promette: il servizio verrà potenziato

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PIOMBINO. Strapieni. Ecco come transitano gli autobus all’uscita delle scuole superiori del Villaggio scolastico. Per questo molti ragazzi sono costretti a viaggiare stando in piedi. Altri non riescono proprio ad accedere ai mezzi. Alcuni, per evitare di tentare di salire su pullman già colmi, decidono di avvantaggiarsi, scegliendo di raggiungere le fermate precedenti a quella del Villaggio scolastico, in via della Pace. E quindi si dirigono verso via Lerario o direttamente al capolinea di via Leonardo Da Vinci.

A Piombino la situazione dei trasporti scolastici è anche questa, almeno secondo le impressioni di alcuni genitori. Una problematica, quella del sovraffollamento sui servizi del trasporto scolastico, che è ben nota a chi questo servizio lo gestisce, cioè Tiemme. Tanto che l’azienda sostiene di stare intervenendo per potenziarlo nella fascia oraria di uscita dalle scuole, tra le 12 e le 13.

«Nella Val di Cornia – si legge in una nota di Tiemme – è attualmente programmato un servizio che prevede un incremento complessivo di sei bus. Nel caso del Villaggio scolastico di Piombino il potenziamento prevede due autobus in più rispetto al solito». Nella nota non è specificato dove siano diretti questi pullman. Viene però aggiunto che, per gestire la situazione di affollamento, è prevista per il 13 e 14 ottobre (cioè ieri e oggi) la presenza sul luogo del personale di Tiemme, per poter coordinare «la distribuzione degli studenti in uscita da scuola, così da garantire presenze a bordo equilibrate e sul giusto bus».

Proprio ieri abbiamo fatto un giro al Villaggio scolastico, al momento dell’uscita da scuola, alle 12,10. Molte delle classi escono a quell’ora, perché, date le cattedre vacanti di questo periodo, i ragazzi non hanno ancora l’orario pieno e definitivo. Probabilmente anche a causa del brutto tempo molti di loro sono andati via accompagnati dai genitori in auto. Qualcuno si è allontanato in motorino. Gli altri hanno fatto a gara per trovare un posto sotto la pensilina e ripararsi così dalla pioggia.

Tutti i ragazzi che sono rimasti davanti alle scuole ad attendere gli autobus hanno trovato posto, seppur i mezzi (ne sono passati almeno sei nell’arco di mezz’ora) fossero sempre pieni. Infatti, nella quasi totalità dei casi, gli studenti sono rimasti in piedi o si sono seduti sulle scalette dei pullman. Il primo bus che è passato era uno di quelli diretti a Venturina. Era colmo, qualcuno è riuscito a entrare, altri hanno optato per l’attesa. «E’ pieno, aspettiamo il prossimo», ha detto uno di loro.

L’autobus successivo andava anch’esso a Venturina, quindi hanno potuto prenderlo. Poi sono sfilati pullman per Donoratico, Follonica, un altro per Venturina. Alla fine davanti alle scuole non è rimasto più nessuno. Nei casi da noi riscontrati ogni autista si è fermato, nonostante il mezzo fosse affollato, e nessuno ha tirato dritto. Fatto che, secondo alcune testimonianze, a volte si verifica.

«Quando l’autobus è arrivato davanti al Villaggio scolastico – dice una signora - non ha nemmeno sostato, lasciando alcuni ragazzi di Riotorto alla fermata, costretti, immagino, ad aspettare il pullman successivo. A bordo alcuni studenti hanno segnalato all’autista che c’erano delle persone che volevano salire. Si sono sentiti rispondere che il pullman era pieno».

In casi come questi i ragazzi attendono l’autobus successivo che, a seconda dei casi, arriva anche dopo diverso tempo. Ma succede anche che qualche genitore vada a recuperare il proprio figlio. «Quando una cosa del genere capita mentre non lavoro, li vado a prendere io», sostiene una donna. Tiemme afferma di aver preso delle misure per «ridurre i disagi che vengono segnalati dagli studenti» e per contrastare il fenomeno dell’affollamento degli autobus, la cui complessità «è dovuta alla provvisorietà degli orari di uscita che ciascun istituto varia a seconda delle proprie esigenze».

Certo è che la vacanza delle cattedre, la discussione delle mamme sul contingentamento dell’acqua alle materne e le proteste per gli autobus sovraffollati spostano ancora in avanti una reale partenza della “buona scuola”.

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