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Un catalogo per il fondo antico
Settemila euro per garantire nuova fruibilità ai libri preziosi della Foresiana
PORTOFERRAIO. Al via il progetto di inventariazione, catalogazione e digitalizzazione del fondo antico della biblioteca Foresiana.
Lo ha deliberato la giunta Ferrari, dopo aver preso atto del contributo offerto dalla Fondazione Livorno pari a cinque mila euro. Complessivamente però l'intervento prevede un impegno di spesa che si attesta su sette mila euro (2 mila sono stati messi dall’amministrazione pubblica). «Stiamo parlando del nucleo storico della biblioteca comunale – dice Roberto Marini, assessore alla Cultura di Portoferraio – che rappresenta senza dubbio il patrimonio librario non solo di Portoferraio, ma dell’intera isola. C’era bisogno di mettere mano a un’impresa che vuole mettere ordine, sistemare, inventariare e catalogare libri antichi, manoscritti documenti appartenuti a Mario Foresi e donati da lui alla comunità isolana a partire dal 1920».
«Non si parte da zero – aggiunge sempre l’assessore – una prima catalogazione è avvenuta con Maria Grazia Barboni che ha curato e catalogato le cinque centine del Foresi, allestendone una mostra nel 1983. Ma ci sono altre opere del Seicento e del Settecento, senza dimenticarsi di quelle rimaste del Cinquecento. Si avrà a che fare con edizioni rare e preziose che pongono la nostra Foresiana al secondo posto, dopo la biblioteca labronica di Livorno, nella nostra provincia per opere conservate». Come si sa la Foresiana nasce nell'inverno 1815 con il primo nucleo di un migliaio di libri donati da Napoleone Bonaparte. Negli anni Venti del secolo scorso si aggiunsero le donazioni di Mario Foresi (da cui prese il nome), Giorgio Roster e Alberto Reiter. Si devono a questi studiosi e rappresentanti della cultura nazionale manoscritti e opere di grande pregio e valore storico, artistico e mineralogico dell'Elba. Ebbene il fondo antico denuncia grosse difficoltà di consultazione. Da questa esigenza prende le mosse il progetto. «Si vogliono perseguire due obiettivi - continua sempre Roberto Marini - In primo luogo un’ampia fruizione, quindi la crescita e la diffusione di una maggiore consapevolezza del valore storico culturale della stessa Foresiana».
Luigi Cignoni
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