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«Rebrab, governo, Regione e Comune brancolano nel buio»
PIOMBINO. «Dopo due anni non si hanno ancora certezze sul futuro della fabbrica» scrive Fabrizio Callaioli (Prc) in un lungo comunicato in cui esprime preoccupazione per le vicende di Aferpi: «Non si...
PIOMBINO. «Dopo due anni non si hanno ancora certezze sul futuro della fabbrica» scrive Fabrizio Callaioli (Prc) in un lungo comunicato in cui esprime preoccupazione per le vicende di Aferpi: «Non si vede l’inizio di alcunché, né bonifiche, né demolizioni, né nuovo forno elettrico, né agroalimentare. Niente di niente. Due anni fa c’era molto ottimismo. Poco più di un anno addietro fu presentato un piano industriale che raccolse il consenso di molti. Adesso Aferpi ne ha presentato uno che rivede totalmente tutti i progetti, dimezza la produzione e preannuncia centinaia di esuberi. Non più due ma un solo forno elettrico. Il perché è stato ammesso chiaramente: il primo piano industriale non era credibile. Molti tecnici lo dissero fin da subito e furono collocati nell’ormai nutrita schiera dei gufi. Purtroppo ora emerge che i gufi avevano ragione e che chi faceva promesse non era attendibile».
«La sensazione è che brancolino nel buio Rebrab, il governo centrale, quello regionale e l’amministrazione locale» scrive Callaioli, che poi ricorda la recente quarta commissione del consiglio comunale che ha ha ospitato i vertici di Aferpi: «Azzi ha riferito che, quando vanno a trattare dei finanziamenti, le banche dimostrano perplessità, menzionando i dubbi sul piano industriale che in molti palesano anche attraverso articoli della stampa locale e non. In pratica il dirigente di Aferpi ci ha detto che dobbiamo smetterla di dimostrarci preoccupati perché altrimenti incriniamo la fiducia che devono infondere nei finanziatori. Ma vi pare possibile? Stiamo parlando di un colosso dell’economia internazionale e ci vogliono far credere che se le banche non gli danno soldi è colpa di chi, dopo anni di promosse non mantenute, dimostra preoccupazione. Quando il sottoscritto ha detto che sarebbe necessario riacquisire autorevolezza al tavolo di riunione dei grandi produttori di acciaio italiani e ricominciare ad avere un ruolo nel mercato dell’acciaio e che per questo sarebbe necessario l’aiuto del governo, Azzi ha risposto che ritiene di non aver bisogno di relazioni con la federazione dei grandi produttori, perché fuori dal quel consesso Aferpi è più libera di agire, avendo grandi prospettive e potenzialità. Speriamo tutti che sia così per il bene della città, ma, purtroppo, i fatti dicono ben altro. Per questo restiamo convinti che serva un progetto serio».
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