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Barbetti si scusa con Bosi «Ti ho offeso, perdonami»
Il sindaco di Capoliveri prova a ricucire i rapporti deteriorati con l’ex collega Fu querelato per diffamazione prima delle elezioni comunali di Portoferraio
PORTOFERRAIO. Ruggero Barbetti chiede scusa a Francesco Bosi. Il sindaco di Capoliveri era stato querelato dall’ex primo cittadino di Rio Marina, a causa di una sua troppo accesa difesa della candidatura di Mario Ferrari come primo cittadino portoferraiese quando anche Bosi aveva ipotizzato l'intenzione di candidarsi a Portoferraio.
Le parole di Barbetti, comparse sugli organi di informazione, gli erano costate una querela per diffamazione a mezzo stampa. Fra qualche giorno in tribunale si discuterà il processo che vede Barbetti contrapposto a Bosi. E ora il primo cittadino capoliverese decide di fare le scuse pubbliche a quello che considera «un amico».
«Sono addolorato - scrive Barbetti – perché si tratta di un amico che ho sempre stimato». La conoscenza tra di due risale alla fine degli anni '90 quando Barbetti era sindaco di Capoliveri. Poi dal 2002 al 2006 fu commissario del Parco e Bosi dal 2004 al 2009 sindaco di Rio Marina. «Tante battaglie insieme non si possono dimenticare – continua Barbetti – come non posso dimenticare la sua ricerca di mediazione, di compromesso quando io ero al Parco e lui voleva dividere i proventi del Demanio, sempre negli interessi del suo comune. Ti stancava sul tempo fino a che tu dicevi che aveva ragione lui. Questo il rapporto che ho sempre avuto con Francesco e che sinceramente mi manca».
Dopo la querela i due amministratori si sono incontrati di nuovo in occasioni pubbliche ma il saluto è stato una formale stretta di mano. «Non come ai vecchi tempi - ricorda Barbetti - quando era solito abbracciarti a tutto tondo. Mi piacerebbe riguadagnare la sua amicizia e la sua stima - annuncia - perché ritengo che il nostro passato non possa essere cancellato». Barbetti ammette di aver commesso «un grave errore per come si è comportato».
«Ero fuori Elba - racconta - e mi arrivavano notizie frammentarie su una sua discesa in campo come sindaco di Portoferraio, quando ormai si era trovato un accordo che andava in un'altra direzione. Conoscendolo e proprio per il legame di amicizia che avevo con lui ho vissuto questa sua decisione come un tradimento». E' lì, preso dalla foga che ammette di aver sbagliato «nei toni e nelle parole». «Parole che - dice Barbetti - uscite dalla tastiera non rispettavano e non rispettano il mio pensiero. Mi auguro che accetti le mie scuse - termina Barbetti - che non sono solo formali ma vere e provengono dalla mia mente e dal mio cuore».
Barbetti si scagliò contro Bosi con una nota stampa, con la quale lo accusava di voler mettere le mani su Portoferraio. Bosi querelò l’ex collega. Un anno fa il gip livornese Beatrice Dani, con un'ordinanza di imputazione coatta ordinò al Pm di esercitare l'azione penale nei confronti di Barbetti, nonostante il Pm avesse optato per l’archiviazione. La vicenda è andata avanti fino ad oggi, con l’udienza prevista a novembre che sarà decisiva per accertare la sussistenza della diffamazione, a meno che Bosi non decida di ritirare la querela. In queste ore l’ex senatore Udc sta valutando se accettare le scuse del suo collega.
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