Il presidio
«Acqua sufficiente per i bimbi alla mensa di Calamoresca»
Il Comune replica alle proteste di alcune madri L’assessora Di Giorgi: tariffe invariate per le famiglie
PIOMBINO. In tutte le scuole c’è l’acqua del rubinetto. I genitori possono poi decidere di rifornire i propri figli di acqua in bottiglia, che, ad ogni modo, è somministrata dal Comune durante l’orario del pasto. Per quanto riguarda, nello specifico, la scuola materna di Calamoresca, dall’inizio del servizio mensa è stato distribuito un equivalente a pasto di circa 350 cc d’acqua a testa. La dose equivale a poco più di 1/3 di litro. L’acqua fornita non solo è risultata sufficiente alle esigenze dei bambini, di più, è avanzata.
Alessandro Bezzini, dirigente del settore servizi alla persona del Comune di Piombino, risponde così, con una nota, all’articolo pubblicato dal Tirreno ieri, nel quale si riportava la protesta delle mamme di alcuni bambini della materna di Calamoresca. Secondo le madri, che sostengono di aver appreso la notizia dalle maestre, ai figli viene distribuita l’acqua soltanto nell’orario della mensa e con dosi ridotte.
Dal punto di vista dell’amministrazione questa voce non risulta «sostenuta da elementi oggettivi e probabilmente è direzionata da percezioni che possono variare a seconda della soggettività delle persone coinvolte».
La preoccupazione delle mamme, secondo Bezzini, risulta infondata perché ogni scuola, non solo la materna di Calamoresca, è approvvigionata «di acqua potabile attraverso il sistema di acquedotto comunale, regolarmente monitorato secondo le modalità e i parametri di legge». I bambini possono dissetarsi, in questo modo, anche fuori dell’orario della mensa, quindi non sono lasciati senz’acqua.
Inoltre, per quanto riguarda il momento del pasto, «il Comune, dall’avvio annuale della fornitura del servizio di ristorazione provvede alla somministrazione di acqua in bottiglia, come da contratto d’appalto». Quest’acqua, fornita, appunto, per la mensa, «nel periodo dal 19 settembre 2016, avvio del servizio di ristorazione, al 7 ottobre 2016 risulta sufficiente, in quanto è costantemente rilevato un avanzo che non viene ritirato ma viene lasciato a disposizione dei plessi anche per bisogni ulteriori negli altri tempi di permanenza».
Nello specifico, i numeri della scuola dell’Infanzia di Calamoresca sono i seguenti: nel periodo in esame «sono stati distribuiti 530 litri di acqua per un equivalente per persona a pasto di circa 350 cc». Secondo l’amministrazione non è quindi vero che ai bambini sono forniti 200 cc d’acqua, come riferito da una delle madri, ma 350. In pratica non un bicchiere, ma quasi due. Per il resto c’è l’acqua del rubinetto, opportunamente monitorata secondo i parametri di legge. O ci sono le bottiglie che, «per scelta di tipo personale, durante la permanenza nel tempo scuola, che nel periodo dell’obbligo scolastico può variare includendo, o meno, la ristorazione», i genitori possono decidere di dare al proprio figlio.
L’assessora alle politiche sociali Margherita Di Giorgi, evidenzia, da parte sua, l’impegno che il Comune pone nel valorizzare i servizi per la prima infanzia. «Anche quest’anno – dice – abbiamo scelto di finanziare la spesa per le mense scolastiche per circa € 1.200.000. E abbiamo ritenuto opportuno di fare restare invariata la compartecipazione delle famiglie alla copertura delle spese della refezione scolastica con la quota individuale del pasto a 4,70 euro, a parziale copertura del costo totale che per il Comune si attesta intorno a 5,47 euro. Abbiamo altresì confermato la possibilità della riduzione e/o l’esonero dal pagamento della tariffa per le famiglie in condizioni di disagio sociale». (c.g.)
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