Il Tirreno

Acqua razionata alla materna: solo un bicchiere per bimbo

Claudia Guarino
La scuola materna di Calamoresca (foto Paolo Barlettani)
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La scuola materna di Calamoresca (foto Paolo Barlettani)

Mamme infuriate a Calamoresca: la bottiglietta va portata da casa. I funzionari del Comune confermano: l’acqua viene fornita solo all’orario del pasto

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PIOMBINO. «Non basta dover procurare ai bambini biscotti, pennarelli, succhi di frutta, bicchieri, rotoloni e carta igienica. Alle scuole materne, i genitori devono prodigarsi per far portare ai figli in aula anche l’acqua, perché è distribuita soltanto nell’orario della mensa, non oltre. E, stando a quanto detto dalle maestre, viene anche razionata».
Un solo bicchiere a testa, così dicono le mamme, perchè sennò non basta per tutti.

La denuncia è, appunto, di alcune mamme, molte delle quali hanno i figli che frequentano la scuola materna di Calamoresca. Sono bambini che vanno, in genere, dai tre ai sei anni. Tutto ha inizio con uno scambio di messaggi tra genitori su un gruppo WhatsApp. Alcune mamme riportano il fatto che, «durante tutto l’orario scolastico, dalle 8 alle 16, ai bambini sarà possibile dissetarsi unicamente durante l’orario della mensa, usufruendo di una quantità d’acqua che non superi i 200 cc, l’equivalente di un bicchiere».

La notizia, dicono, è stata data dalle maestre, le quali avrebbero consigliato loro di fornire delle bottigliette d’acqua ai propri figli in quanto, appunto, sarà possibile per i bambini bere unicamente durante l’orario del pasto e avendo a disposizione quantità ridotte. «Io ho altri figli e non mi era mai capitato che dal personale della scuola arrivasse la comunicazione di doversi comprare l’acqua – dice una mamma -. Alcuni genitori hanno già iniziato a farlo. Mio figlio frequenta la materna di Calamoresca, ma, avendo parlato con diverse persone, ho riscontrato che non è un problema che riguarda solo la sua classe. Noi paghiamo già 4 euro e 70 per la mensa, è assurdo dover spendere soldi anche per un bene di prima necessità come l’acqua».

La storia, in breve tempo, appare anche su Facebook e i commenti degli utenti sono i più disparati, molti dei quali riflettono lo stato d’animo piuttosto arrabbiato che hanno manifestato le mamme.
C’è chi sottolinea di non aver «mai sentito questa storia» e chi parla di «ginepraio mensa».
Valeria dice che «abbiamo sempre portato l’acqua e anche i biscotti e i fazzolettini». Le fa eco Vittoria, secondo cui «noi portiamo l’acqua e molto altro».

Serena invece dice che «durante i pasti l’acqua, che viene fornita dal momento che inizia la mensa, abbonda. Noi abbiamo contribuito a portarla a scuola perché, soprattutto nei periodi caldi, quella della mensa non bastava per tutto il giorno, ma i bambini non avevano un limite massimo».

Abbiamo provato a contattare, nel pomeriggio, la scuola materna di Calamoresca per chiedere delucidazioni, ma non erano presenti i responsabili in grado di dare delle risposte. Una delle madri i cui bambini sarebbero interessati dalla questione del contingentamento dell’acqua, da parte sua, ha contattato l’ufficio comunale preposto all’istruzione.

In effetti l’informazione che le hanno dato i funzionari in parte conferma quanto riportato dalle mamme: l’acqua viene fornita solo durante il pasto. «Dobbiamo capire bene quale sia la quantità e se è vero che sarà dato un solo bicchiere», sottolinea la signora che ha telefonato in Comune. Certo è che l’acqua non basta per tutti, o almeno non sempre è sufficiente. Così nello zainetto dei bimbi, oltre ai quaderni e alle penne, va messa anche una bottiglietta. «La spesa non è eccessiva - dicono ancora le mamme - e per i figli questo e altro, ma molte famiglie sono in cassa integrazione e ogni piccola uscita incide su un bilancio familiare che è già messo a dura prova da tutto il resto».
 

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