Il presidio
Nasce un gruppo d’azione nell’ambito della pesca
PIOMBINO. Un’altra delibera di giunta si occupa sempre di pesca rappresentando un primo passo verso lo sviluppo di una produzione ittica sostenibile e di qualità nel Golfo di Follonica e nell’isola...
PIOMBINO. Un’altra delibera di giunta si occupa sempre di pesca rappresentando un primo passo verso lo sviluppo di una produzione ittica sostenibile e di qualità nel Golfo di Follonica e nell’isola di Capraia. La giunta infatti ha approvato una delibera di adesione al progetto Flag - Golfo degli Etruschi per la costituzione di un gruppo di azione locale nell’ambito della pesca.
La partecipazione al progetto in questione, fortemente voluta dall’assessore all’ambiente Marco Chiarei, nasce nell’ambito del protocollo d’intesa firmato a gennaio dai Comuni di Piombino, Follonica e Scarlino (Follonica Comune capofila) per l’attuazione di “Politiche coordinate della Costa e del mare del Golfo di Follonica”. Si tratta del cosiddetto “Protocollo del Golfo” che riconosce la comunanza d’intenti per la gestione del Golfo, visto come un unico ecosistema.
A seguito di una proposta presentata da associazioni di categoria, aziende ittiche e associazioni dei pescatori dei Comuni interessati compresa Capraia, è stata formulata una richiesta alla Regione di finanziamento europeo, nell’ambito del Programma operativo Feamp 2014-2020.
«Partendo dalle necessità di un territorio omogeneo, che è quello del Golfo di Follonica - spiega l’assessore Chiarei - guardiamo a un orizzonte al di là dei confini amministrativi per affrontare da subito questioni cruciali con un’unica visione strategica e con l’obiettivo di mettere insieme la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio e la presenza di attività produttive come la pesca che siano sempre più compatibili e di qualità».
La costituzione del Flag è funzionale alla realizzazione di vari obiettivi: avviare un percorso comune per realizzare un marchio di qualità territoriale, e la possibilità per le aziende locali di dotarsi di un disciplinare di produzione comune per controllare meglio il mercato; la creazione sul territorio con corsi di formazione di nuove figure professionali da dedicare all’acquacoltura; l’avvio di un monitoraggio dell’ecosistema del Golfo, al fine di valutare e controllare lo stato ambientale in seguito allo sviluppo del settore dell’acquacoltura off-shore; la valorizzazione del pescato attraverso il riconoscimento del territorio di pesca del Golfo legandolo a semplici ma importanti disciplinari di produzione. Infine lo sviluppo di azioni volte ad avvicinare il consumatore al prodotto locale e al sistema produttivo ittico, con eventi e manifestazioni sul territorio e nelle scuole per aumentare la conoscenza del prodotto locale.
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