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Bocciati i 5 stelle che volevano lumi sui costi

Bocciati i 5 stelle che volevano lumi sui costi

Il capogruppo Pasquinelli aveva chiesto di confrontare le spese dei due percorsi alternativi

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PIOMBINO. Bocciato il documento del Movimento 5 stelle con cui avrebbero dovuto essere chiariti i costi delle due versioni del tracciato della 398.

Il Movimento aveva presentato il testo in consiglio comunale ricordando che finora, molto genericamente, la maggioranza ha in più occasioni sostenuto che l’ultima versione del percorso sarebbe stata meno impegnativa dal punto di vista economico. Senza però fornire numeri e raffronti con l’altro, individuato dalla giunta precedente e non contestato dai cittadini del Cotone. «Quella di venerdì in sala consiliare è stata una discussione surreale», commenta il capogruppo Daniele Pasquinelli. «Il testo del nostro ordine del giorno - dice - era molto semplice: chiedeva di fornire a tutto il consiglio i documenti con la valutazione dei costi per le due ipotesi di tracciato fino al porto».

Pasquinelli trova che la cosa più disarmante sia stata rappresentata dal fatto che dopo una lunga e accesa discussione «nessuno ha capito le motivazioni che hanno portato a bocciare il documento. Eppure gli assessori Chiarei e Maestrini hanno più volte ribadito che un apposito tavolo tecnico ha valutato che il tracciato ipotizzato nel Masterplan Aferpi sarebbe meno costoso rispetto alla vecchia ipotesi di penetrazione diretta».

La domanda è conseguente: «Su quali basi lo affermano? Sarà stata fatta una valutazione tecnicoeconomica documentabile o sono solo "conti della serva"? Se questa valutazione fosse stata realmente fatta e resa pubblica, sarebbe stato un punto di forza per chi sostiene la necessità di revisione del tracciato. Il resto sono solo chiacchiere».

«Ci tengo a precisare - conclude il capogruppo del Movimento - che, anche nel caso ci fosse stata fornita la prova documentale, ciò non avrebbe spostato di un millimetro la nostra posizione. La prima cosa da valutare nella realizzazione di un opera pubblica strategica non è certo il costo complessivo, ma la funzionalità nell'interesse generale. Quindi, alterare il tracciato di quella che sarà la strada di accesso al porto per centinaia di anni, per tutelare l'interesse di un’ azienda che non dà nessun tipo di garanzia, soprattutto occupazionale,) è inacettabile».

Il testo è stato approvato da tutte le opposizioni. Astenuta Ascolta Piombino. (v.p.)

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