Il presidio
Perizia sul camion che uccise Feola
Il gip ha disposto l’incidente probatorio che farà luce sulla morte dell’operaio
CHIESSI. Sarà l’incidente probatorio disposto dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Livorno a contribuire a chiarire la dinamica dell’incidente mortale nel quale ha perso la vita, a Chiessi, Giuseppe Feola. L’operaio di 26 anni che, lo scorso 30 agosto, è morto schiacciato dal camion della Lampogas, ditta per cui lavorava, che in un tratto in discesa è venuto giù in retromarcia sulla strada del Tofonchino. La Procura di Livorno ha aperto un fascicolo relativo all’incidente sul lavoro. Ad oggi risulta iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo il manager di Lampogas Cristiano Musi, in qualità di datore di lavoro di Giuseppe Feola.
Il gip Antonio Del Forno ha accolto la richiesta di incidente probatorio richiesta dal pubblico ministero (oltre che dai familiari della vittima) in data 20 settembre. A tale proposito il giudice delle indagini preliminari ha fissato per il 6 di ottobre l’udienza, nel corso della quale sarà conferito l’incarico al perito (ingegnere Stefano Rum). L’incidente probatorio consisterà in una perizia tecnica, da effettuare prima dell’eventuale fase dibattimentale del processo, sul camion della Lampogas che è venuto giù dalla strada del Tofonchino a Chiessi, la mattina dello scorso 30 di agosto. La perizia servirà a stabilire le cause e la dinamica dell’incidente, oltre che il regolare funzionamento e lo stato di manutenzione dell’autocisterna. La morte di Feola , molto conosciuto a Marina di Campo, ha sconvolto la comunità elbana che adesso chiede sia fatta chiarezza sulla tragedia.
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