Il presidio
Anni di danni e disagi «Non siamo di serie B»
Controlli notturni dopo il tendone bruciato al negozio “L’angolo della frutta” Protestano i commercianti: «Siamo in regola e lavorare in sicurezza è un diritto»
PIOMBINO. «Quasi una settimana di ronde notturne, di controlli fino all’alba... non è che ci sentiamo abbandonati, adesso ne siamo certi». I commercianti (e tanti abitanti) di via Carlo Pisacane non ce la fanno più, soprattutto dopo che - all’alba di domenica scorsa - è stato appiccato il fuoco al tendone del negozio “L’angolo della frutta” di Nadia Fialdini, angolo via Antonio da Piombino (con seguente denuncia contro ignoti ai carabineri).
Anzi quest’ultimo “evento estremo” dà voce ai tanti danni e disagi che si vivono in questa strada ormai da troppo tempo: marciapiedi disastrati (dove le persone cadono, ferendosi) o impraticabili per impalcature ingombranti, dove nessuno lavora da anni, a ridosso di palazzi fatiscenti, con luci pubbliche spesso inutilmente accese di giorno, quando soprattutto in certe zone, si percepisce (sin troppo spesso) uno scarso senso di sicurezza di sera. Con Giulia Tempestini, che lavora al “bar Stadio”, proprio di fonte al negozio di frutta e verdura, anche Maurizio Coveri della bottiglieria (rivendita, lì, da 50 anni) e Franco Di Petri, della vetreria artigiana.
Ronde notturne. «Siamo al bar la mattina dalle 6 – racconta Giulia Tempestini – e mandiamo a riposare qualche ora Nadia che ha appena subito un danno difficile da tollerare per il tendone andato distrutto, così – dice Giulia – un commerciante viene colpito davvero ed è ancora più difficile andare avanti. Ma stiamo scherzando? Sentiamo parlare di decoro urbano di necessità di spostare le fioriere nell’incontro tra l’assessore ai lavori pubblici Capuano e la Confesercenti... Ma – ricorda – rifaccio presente che noi abbiamo subito negli ultimi mesi atti vandalici di ogni tipo! Sopportiamo sporcizia e puliamo ognuno la nostra zona: non ci sono cacce dei cani o cicche di sigarette perché le togliamo in continuazione».
Cantieri fantasma. Slalom tra ponteggi per facciate. «Sopportiamo inoltre – interviene Maurizio Coveri – cantieri fantasma senza neppure un cartello che indichi inizio e fine lavori. Sì perché i ponteggi per garantire, come necessario, la massima sicurezza – conferma Coveri – sono stati montati davanti alle porte di tre negozi e non si vede nessuno a lavoro... in questo caso specifico si parla di 13 mesi! Ormai i tubi servono per appendere e mettere in mostra le merci. Noi siamo lavoratori onesti che paghiamo le tasse... tante. Non chiediamo decorazioni, ma decoro e sicurezza».
Cittadini di serie B. «Sicurezza anche semplicemente a camminare sul marciapiede – sottolinea Franco Di Petri, della vetreria artigiana – Dai ponteggi spuntano fuori veri e propri intrecci di fil di ferro che strappano, quando va bene, gli abiti, ma possono anche far male. Su questo marciapiede siamo tutti danneggiati nelle mostre attività e chi passa rischia per sè – aggiunge Di Petri – ecco perché spesso pensiamo di essere considerati cittadini di serie B persino rispetto a piazza Gramsci, già centro città vero e che dista da qui pochi metri. Persino di tombini spesso ci occupiamo da soli quando piove tanto. Mi chiedo poi, pure se questi cantieri pagano regolarmente il suolo pubblico però non servono a nulla visto il mancato avanzamento dei lavori, perché il Comune non fa in modo che venga liberato il passaggio?».
Sul fronte sicurezza. Si avvicina la data del 7 ottobre, quando al Centro giovani (alle 21) ci sarà l’incontro-confronto dedicato al “controllo del vicinato” come contributo alle forze dell’ordine direttamente dai residenti (assai caldeggiato dall’assessore Capuano).
«Ma noi dobbiamo andare avanti così? Coi lampioni pubblici accesi quando non servono? Coi tubi dell’acquedotto che si rompono e gli interventi che tardano ad essere portati a termine? – riprende Giulia Tempestini – Continuando noi del bar e Nadia della frutta e verdura a darci il cambio la notte per andare a dormire tranquilli se così si può dire.... Nel frattempo dove sono le istituzioni? Dove buttano i nostri soldi? Chiediamo di lavorare anche noi in sicurezza, è un diritto. Sennò è un po’ come provvedere da soli... non si può – dice ancora Giulia – Si perché nel frattempo ci si continua a domandare di chi si occuperà di spostare le fioriere in corso Italia dal marciapiede per metterle giù.... per la passeggiata e che, per quanto riguarda le telecamere, negli altri comuni i commercianti hanno pagato di tasca loro... Ma noi abbiamo gli stessi diritti e la nostra è una priorità per la sicurezza pubblica. Lo troveremo il modo, tutti insieme.... Intanto la raccolta firme per chiedere di rendere la strada più sicura prosegue».
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