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«Sbagliato puntare su un solo progetto»

PIOMBINO. «Auspichiamo il meglio per l’unico progetto in campo riguardante il reimpiego degli oltre 2000 dipendenti ex Lucchini, ma siamo stanchi di vedere ancora oggi quel retaggio monoculturale che...

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PIOMBINO. «Auspichiamo il meglio per l’unico progetto in campo riguardante il reimpiego degli oltre 2000 dipendenti ex Lucchini, ma siamo stanchi di vedere ancora oggi quel retaggio monoculturale che si alimenta con la creazione di nemici immaginari».

A parlare è Riccardo Gelichi, portavoce di “Ascolta Piombino”, secondo cui riferendosi ad Aferpi pare «banale il fatto che il viceministro Bellanova ritenga insufficienti 90 milioni d’investimenti. L’impressione a dire il vero, è di rimpallo delle responsabilità: ma prima di oggi, gli accordi quali erano?».

«Il progetto, complesso e pluriarticolato fra dismissioni, bonifiche e progettazioni – prosegue Gelichi – è in evidente ritardo, tanto che il tema sta diventando il tempo. Non ci sono nemici che remano contro, ci sono solo timonieri che creano cortine fumogene. Timonieri si fa per dire perché questo territorio lo sta decidendo Cevital: cosa va, dove e quando va».

Gelichi si riferisce «a tre quarti del nuovo porto opzionati per la logistica, un progetto che chiede nuove aree vergini come il Quagliodromo e rilascia non si sa quando e come parti di aree industriali adiacenti alla città, una 398 ancora in divenire che devia stranamente percorso. Azzi ci rassicura in commissione sulla bontà del progetto e sulla volontà di Cevital, ma senza garanzie, noi le abbiamo chieste, ma la dimensione ci dice, è troppo ampia».

Insomma per “Ascolta Piombino” «facciamo decidere tutto all’imprenditore di turno, di cui apprezziamo l’impegno, ma con il quale avremmo preferito un approccio meno servente. Continuiamo a pensare che non dovevamo puntare ancora solo su un unicum, si poteva e si doveva fare molto altro».

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