Il Tirreno

Aferpi, slitta l’incontro al ministero

Cristiano Lozito
Operai al treno medio piccolo di Aferpi (foto Paolo Barlettani)
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Operai al treno medio piccolo di Aferpi (foto Paolo Barlettani)

L’azienda chiede qualche giorno di tempo, la decisione comunicata domenica mattina al Mise, che non ha gradito la mossa

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PIOMBINO. Slitta l’incontro al Mise tra Aferpi, istituzioni e sindacati, fissato per lunedì 26 settembre. Slitta per una decisione dell’azienda maturata nella tarda serata di sabato, e formalizzata domenica mattina al direttore della divisione unità di crisi del Mise, Giampiero Castano.

Nella sostanza, l’azienda avrebbe chiesto ancora qualche giorno per concretizzare alcuni dei confronti in atto con le banche in grado di assicurare il “circolante”, cioè il denaro per garantire gli acquisti dei semiprodotti da lavorare.

Tesi che pare convincere Fim, Fiom e Uilm, secondo cui «non avevamo bisogno di un incontro interlocutorio e se all’azienda occorre qualche giorno non è un problema».

Del resto il sindacato si sente rassicurato dal fatto di aver chiuso di fatto l’intesa per i contratti di solidarietà che verranno applicati ai 719 lavoratori che torneranno in fabbrica entro il 6 novembre, anche se almeno 500 di loro non entreranno nelle rotazioni finché non avranno completato la formazione ritenuta necessaria dall’azienda.
«In questi giorni i lavoratori che non hanno già fatto i corsi in Lucchini As – dicono Fim, Fiom e Uilm – riceveranno l’invito dell’azienda a presentarsi per le visite mediche in vista del rientro in fabbrica entro il 6 novembre». Insomma, per il sindacato una garanzia che comunque si va avanti.

Se Fim, Fiom e Uilm fanno buon viso, la mossa dell’azienda pare non essere piaciuta affatto al Governo e in particolare al viceministro Teresa Bellanova, che segue da vicino al vicenda piombinese e che anche di recente, all’iniziativa organizzata dal Pd al Phalesia, ha detto chiaro e tondo all’ad di Aferpi, Fausto Azzi, che il Governo si muove per favorire il rapporto con le banche, ma che per ottenere il credito serve che anche Issad Rebrab apra il portafoglio.

Quindi  domenica mattina dal Mise sono partite le comunicazioni ufficiali di rinvio dell’incontro, in cui comunque il Governo fa sapere che il confronto si terrà nel più breve tempo possibile, quindi nel giro di pochi giorni.
L’ipotesi che circolava ieri era che si cerchi una data nella prossima settimana, cioè entro venerdì sette ottobre. In pratica il tempo richiesto dall’azienda per capire se il lavoro di Azzi con le banche della scorsa settimana verrà concretizzato.

Altro tempo di fatto non ce n’è: il nuovo cronoprogramma che prevede l’avvio della realizzazione di acciaieria e treno rotaie a gennaio per concludersi a fine 2018, ha bisogno di finanziamenti, e per dare credibilità al piano di Aferpi non sembrano possibili altri slittamenti.

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