Il Tirreno

Sant’Albinia, futuro da 1000 posti letto

Sant’Albinia, futuro da 1000 posti letto

Il Comune chiede una prima manifestazione d’interesse sul campeggio, poi passerà al bando pubblico per l’alienazione

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PIOMBINO. Prima un sondaggio per capire se ci sono soggetti disponibili ad acquistarlo e con quali idee. Poi, un bando pubblico vero e proprio, aperto a tutti. Anche a chi non ha aderito all’indagine preliminare. Il destino del campeggio comunale Sant’Albinia è scandito da questi due passaggi.

La novità sta nel primo. Perchè che la giunta volesse vendere la struttura è chiaro da tempo e sancito da atti già adottati. Anche tra la critiche. Come quando, nel marzo scorso, passò a maggioranza il suo inserimento nel piano delle alienazioni con la possibilità di realizzarci mille posti-letto ed il temuto rischio di cementificazione in un’area di pregio ambientale.

In questi giorni l’assessorato alle Finanze ha deciso di verificare l'effettivo interesse all'acquisto. Un confronto informale col quale l'amministrazione potrà sondare la presenza di proposte imprenditoriali compatibili con lo sviluppo turistico, e potrà acquisire elementi per determinare le condizioni economiche e tecniche da inserire nell’asta.

Chi vuole farsi avanti dovrà far pervenire entro le 12 del 16 dicembre la propria proposta di partecipazione in busta chiusa con all'esterno il suo nominativo e il suo indirizzo, oltre alla dicitura "Partecipazione a indagine di mercato per l'acquisto del campeggio Sant'Albinia e aree limitrofe".

«La decisione di vendere Sant'Albinia, sinora dato in concessione a terzi, deriva dalla necessità di dare impulso alle attività economiche mettendo sul mercato un bene che potrebbe rappresentare una rilevante occasione per attrarre investimenti e favorire lo sviluppo turistico - spiega l’assessore Ilvio Camberini - La vendita è comunque quasi una necessità in questo momento, si tratta infatti di una struttura datata che ha bisogno di manutenzione. La gestione attuale e quelle precedenti non ci hanno portato grandi introiti rendendo difficoltosi eventuali interventi di miglioramento».

In vendita finiranno il campeggio per una superficie di 32.492 mq e le aree adiacenti che si estendono su 96.820 mq. Valore orientativo di 3 milioni e mezzo. Il regolamento urbanistico prevede, lo dicevamo, il potenziamento della capacità ricettiva. In alternativa o a integrazione del campeggio, sarà possibile realizzare una nuova struttura alberghiera di 1000 posti compresi i 400 presenti adesso.

In Comune dicono che chi compra dovrà realizzare un piano urbanistico attuativo rispettoso di alcuni criteri, come «contenere l'altezza dei nuovi fabbricati, adottare un modello insediativo e gestionale orientato alla sostenibilità ambientale con forme leggere per una migliore integrazione con il paesaggio, e adottando misure volte a contenere i consumi idrici/energetici e la produzione di rifiuti. La struttura potrà comprendere servizi di tipo ludico-ricreativo e commerciale-congressuale di ristorazione, per la pratica sportiva e il wellness. Gli interessati possono proporre soluzioni diverse». A carico dell'acquirente o soggetto attuatore graverà il costo per la messa in sicurezza idraulica dell'area, stimato in 700 mila euro.

La struttura chiuderà domani dopo aver lavorato regolarmente tutta l’estate.

Le gare per affidarne la sola gestione erano andate a vuoto. Una era finita in cronaca per mano dei 5 Stelle. Una srl aveva presentato la domanda nei tempi previsti ma le era stato risposto che il bando era stato annullato «perché lo sfratto intimato all’affittuario era slittato e quindi il bene non era rientrato nella disponibilità della Patrimoniale». (v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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