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Scuola, Renzi assume ma l’isola resta precaria
Alle superiori sono scarsi gli effetti del piano di immissioni in ruolo e del concorsone Cattedre vacanti, orari ridotti, emergenza sostegno: le cifre dell’inizio al rallentatore
PORTOFERRAIO. Diciannove cattedre piene (da 18 ore) senza ancora un docente di ruolo. Oltre 400 ore di lezione vacanti, suddivise in numerosi spezzoni. Materie chiave, come matematica e lettere, da assegnare. E poi l’emergenza del sostegno, con diciotto cattedre (più 9 ore) senza un padrone, nonostante la prima campanella sia suonata già da una settimana.
I numeri, pesanti come mattoni, spiegano senza giri di parole l’anno scolastico al rallentatore e il vuoto didattico con cui devono fare i conti i dirigenti dei tre istituti superiori dell’isola che, per far fronte all’emergenza, sono stati costretti in questi giorni a proporre orari ridotti all’osso (in diverse classi gli alunni sono andati a scuola per sole due ore al giorno).
Flop assunzioni. Eppure il 2016 doveva essere l’anno della speranza, l’anno della svolta e del superamento, almeno parziale, del problema annoso delle carenze di organico negli istituti scolastici dell’isola. Del resto il governo Renzi si è mosso, seguendo almeno due percorsi distinti. Da un lato con un maxi piano di assunzione dei docenti su tutto il territorio nazionale, suddiviso in più fasi; dall’altro con il concorsone (finito al centro delle polemiche per le modalità di selezione grottesche e per i tantissimi bocciati) che comunque, dopo anni di blocco, ha arruolato docenti nelle varie classi di concorso (le immissioni in ruolo del concorso si completeranno in tre anni).
Ebbene, basta dare un’occhiata alla fotografia delle cattedre disponibili, pubblicata il 20 settembre dell’ufficio scolastico provinciale, per rendersi conto di come - all’Elba - le soluzioni intraprese dal governo non abbiano prodotto alcun risultato tangibile. E la “supplentite”, più che una malattia, sarà nel 2016-17 l’unica medicina per garantire il regolare anno scolastico degli alunni elbani. Sempre che si riescano a colmare tutti i buchi.
Domani a Livorno l’ufficio scolastico provinciale assegnerà la cattedre ai docenti rimasti nella graduatorie ad esaurimento e ad alcuni vincitori del concorsone in diverse classi di concorso. Ma non c’è da aspettarsi molto per l’Elba, visto che si tratta di 54 docenti per tutto l’ambito provinciale e per le secondarie sia di primo sia di secondo grado. Più importante sarà la convocazione, attesa nei prossimi giorni, per l’assegnazione delle cattedre ai docenti delle graduatorie di istituto (seconda e terza fascia), che anche lo scorso anno hanno coperto gran parte del vuoto didattico. Nel frattempo i dirigenti scolastici hanno provato a colmare alcuni dei vuoti assegnando delle supplenze fino ad aventi diritto.
Elba all’osso. Sono diversi i fattori che hanno svuotato di significato, sull’isola, gli slogan del governo sulla pioggia di assunzioni nella scuola.
Le belle speranze hanno ceduto il passo presto ai ritardi nelle procedure di nomina. Ma non è solo un problema di tempi. Sono pochissimi gli immessi a ruolo dal concorsone rispetto al fabbisogno reale di cattedre. E, infine, è innegabile come il meccanismo della mobilità dei docenti e delle assegnazioni provvisorie abbia, di fatto, penalizzato l’isola, storicamente un’area poco ambita dal personale docente provinciale. L’Elba è l’anello debole dell’ambito provinciale e i docenti, in genere, preferiscono Livorno, Cecina e Piombino. Basta questo per apparecchiare la tavola all’ennesimo inizio traumatico, forse peggiore rispetto agli ultimi anni, per le scuole superiori dell’isola.
La fotografia. L’emergenza è democratica, visto che riguarda con intensità simile tutti gli istituti superiori dell’isola. Partiamo dai licei Foresi di Portoferraio. Sono ancora disponibili 9 cattedre piene (da 18 ore), di cui due legate alle attività del carcere di Porto Azzurro. A queste si aggiungono numerosi spezzoni, di cui alcuni da 16 e 17 ore per un monte complessivo di oltre 150 ore, che solo in parte potranno essere assorbiti dai docenti già in ruolo (che possono insegnare fino a un massimo di 24 ore). L’emergenza più concreta è relativa a due insegnamenti chiave per gli indirizzi liceali: stiamo parlando di matematica e fisica, per la quale sono ancora disponibili 3 cattedre, di cui una al carcere, oltre a uno spezzone di 8 ore, e di lettere e latino (3 cattedre piene di cui una al carcere, oltre a due spezzoni pesanti da 16 e 17 ore). Le altre cattedre piene ancora senza docenti di ruolo sono negli insegnamenti di filosofia, inglese e spagnolo.
Non va meglio al Cerboni di Portoferraio, dove al 20 settembre devono ancora essere assegnate dieci cattedre, come si evince dalla tabella pubblicata dall’ufficio scolastico provinciale. Sono oltre 140, inoltre, le ore vacanti, suddivise in vari spezzoni. L’insegnamento più in bilico è informatica, dove restano da assegnare 2 cattedre, più spezzoni per 17 ore complessive. Le altre cattedre piene disponibili sono tecnica, fisica, matematica, francese, arti grafiche (2) e laboratorio edilizia. Al Brignetti le cattedre da 18 ore sguarnite sono sette, in alcuni degli insegnamenti chiave come lettere, matematica, scienze degli alimenti, inglese, elettronica e sala bar (alberghiero). Sono 107 le ore vacanti, suddivise in vari spezzoni.
Emergenza sostegno. I tempi dilatati nelle procedure di nomina hanno penalizzato in questi giorni gli alunni diversamente abili a cui spettano gli insegnanti di sostegno. L’organico del sostegno, del resto, è quasi integralmente coperto da insegnanti non di ruolo, tranne alcune eccezioni. E i numeri delle cattedre disponibili lo confermano: al Foresi le cattedre disponibili sono cinque, più uno spezzone da 9 ore, al Brignetti si cercano sette insegnanti, sei sono i docenti di cui ha bisogno il Cerboni. I vuoti, nonostante le nomine provvisorie emesse in questi primi giorni dai dirigenti, sono ancora molti. E i tempi, obiettivamente, sono sempre più stretti.
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