Il Tirreno

Solidarietà, arte e cultura per vincere la povertà

Cecilia Cecchi
Luana Mannocci insieme ai bambini di Fort Dauphin
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Luana Mannocci insieme ai bambini di Fort Dauphin

La dottoressa piombinese Luana Mannocci da Roma al Madagascar come presidente dell’associazione Gialuma per finanziare una casa per ragazzi

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PIOMBINO. Coi sorrisi al femminile che vincono la povertà, nella mostra di scatti di donne e bambine del Madagascar (a San Vincenzo nel luglio scorso) Luana Mannocci, è rimasta in Val di Cornia più a lungo del solito: sempre per raccogliere fondi destinati alla realizzazione di una casa accoglienza per ragazzi a Fort Dauphin.Piombinese, dottoressa specializzata in medicina delle povertà, vive e lavora a Roma (dov’è in prima linea pure in un ambulatorio per immigrati), è tra i fondatori e presidente di Gialuma Onlus: associazione di volontari impegnati nella lotta al sottosviluppo nei paesi ai margini del mondo.


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Di nuovo a Roma, è appena rientrata dal Madagascar: «La “Casa dei ragazzi”, un capolavoro – racconta, col tradizionale entusiasmo – pietra su pietra un simbolo di amicizia e fiducia che ciascuno ha donato. Così il volontariato non è solo carità, ma va nella direzione di un’aiuto concreto all’autonomia». Non è semplice far parlare Luana di sé. «Non mi sembra di essere tanto importante – spiega – faccio quello che chiunque, una volta venuto a conoscenza della realtà, si sente in grado di realizzare. Mi aiuta la propensione all’impegno, il fare più cose insieme, come noi donne sappiamo...».

Luana secondogenita di piombinesi veraci «con una sorella Franca poco più piccola di me e medico anche lei – sorride – Il mio fratellino Renzo, mai conosciuto perché morto bambino, portava il nome da battaglia da partigiano in Val di Cornia che sino a poco prima era stato di mio padre Orfeo. La mia mamma Masca Bastianini era una sartina. Papà veniva da famiglia povera e numerosa con la sua seconda elementare e tanto impegno da autodidatta è stato prima fornaio e tra i fondatori della Coop La Proletaria: ho ancora i suoi pizzini ... quando la Proletaria stava per nascere e i giovani fornai, parlavano nel 1951 di km zero!!! Ma è stato sindacalista in Puglia e poi a Roma dirigente nazionale del sindacato Cgil alimentaristi. Per circa venti anni ha poi diretto la scuola sindacale Cgil di Ariccia. Per questo ho lasciato Piombino».

«Mentre in casa di mamma non mancava mai il cibo – ricorda – papà da giovane ha conosciuto la fame vera: e mi raccontava senza drammi le sue esperienze da bambino ed animava storie sempre piene di ideali, amore e rispetto per i più deboli... Inventava fiabe bellissime e i canti partigiani ci accompagnavano anche nelle scampagnate. La mia infanzia si è svolta insieme a persone che hanno saputo curarmi nella sensibilità nell’accoglienza e nello studio. A Piombino – prosegue – le prime esperienze nella Fgci poi la partecipazione come delegata al Festival Mondiale della gioventù di Sofia nel 1968 il trasferimento a Roma nel 1969 la scoperta del grande movimento studentesco e la frequenza dal 3° anno di un liceo al centro di Roma, la scelta di medicina a Siena l’attività politica nella cellula dell’Università del Pci».

Ecco il matrimonio con Marcello Gabiati oggi responsabile di Gialuma onlus e vicepresidente di GialuMad (prima associazione di ragazzi di strada a Fort Dauphin) ed ex dirigente sindacale Cgil. «Dopo un viaggio in uno dei posti più belli del mondo – sottolinea Luana – in fondo all’Africa, nel 2005 nasce Gialuma Onlus proprio con l’obiettivo di realizzare una casa per 100 bambini e bambine dove mangiare tutti i giorni, andare a scuola, far prevenzione dalle malattie e curarsi, tenere le bambine lontane dalla prostituzione...». Non è più un sogno. «Canali di sostegno? – conclude Luana Mannocci – donazioni col 5x1000, iniziative organizzate nelle scuole, ma anche cene, la nostra mostra itinerante sulle donne e pure l’acquisto di una collanina (un pezzo di artigianato di particolare bellezza ndr)».

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