Il Tirreno

Sì alla variante per sbloccare il piano di edilizia popolare

di Luca Centini
Sì alla variante per sbloccare il piano di edilizia popolare

Crisi economica, imprese in difficoltà. Solo una minima parte del Peep è stato realizzato Marini: «Rivediamo le previsioni e riduciamo il numero degli alloggi, solo così chiuderemo l’iter»

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PORTOFERRAIO. Nove lotti di intervento compresi nel Peep (piano di edilizia economica popolare) approvato nel 2007, di cui solo due portati a termine o in fase di conclusione. È il bottino (magro) degli interventi di espansione edilizia riservata alla fasce più deboli nel comune di Portoferraio, fotografato dalla relazione messa a punto dal dirigente Mauro Parigi.

Una relazione alla base della decisione, da parte delle giunta comunale di Portoferraio, di avviare le procedure di una variante che ridefinisca il quadro degli interventi, in modo da renderli realizzabili, attraverso alcune modifiche alle previsioni urbanistiche e, nel caso del Peep di Val di Denari, nell’individuazione di «soluzioni di accesso transitorie ai lotti», superando così il problema dell’utilizzo della strada vicinale e del ponte, al centro di numerose polemiche e delle proteste degli abitanti della zona.

Peep da rilanciare.

Non è un quadro roseo quello relativo agli interventi del piano economico di edilizia popolare a Portoferraio. La crisi, si legge nella relazione messa a punto dal Comune, ha rallentato gli interventi. Ma non è solo questo. Sono tre gli aspetti che, secondo l’amministrazione, hanno di fatto bloccato il piano.

«Il Peep – spiegano dal Comune – era forse sovrastimato rispetto alla propensione alla case dei residenti, non vi è stata una perfetta valutazione delle potenzialità operative della struttura comunale per la gestione di procedure alquanto complesse. Infine i condizionamenti che la gestione della finanza pubblica, in particolare con il patto di stabilità interno, ha imposto severi e rigidi equilibri tra entrate e spese».

Con la variante la giunta Ferrari prova a chiudere una partita rimasta sospesa da tempo. «Con le nuove previsioni andremmo a ridurre volumi edificabili, perdendo circa 20 alloggi – spiega il vice sindaco e assessore all’urbanistica Robero Marini – ma è l’unico modo per cercare di chiudere un percorso avviato dalla passata amministrazione e lasciato incompiuto. Forse si è perduto troppo tempo. Le previsioni urbanistiche sono state ridotte necessariamente, dal momento che è il mercato ad imporlo, come dimostra il fatto che molte imprese hanno rinunciato agli interventi già assegnati».

Gli interventi.

Di nove lotti di intervento, solo due sono stati portati a termine o quasi. L’intervento nell’ambito 30 (Sghinghetta-Brunello) è stato compiuto dalla Fratelli Bottoni srl, mentre la Coop Arcipelago servizi sta chiudendo i lavori ad Albereto-Consumella. Più delicata la questione dell’ambito della Sghinghetta, suddiviso in cinque lotti. Una imprese assegnataria ha rinunciato all’intervento, altre due potrebbero rinunciare all’assegnazione. Il quarto lotto, quello della Val di Denari srl è attualmente in corso di intervento ma con il cantiere in stand-by, mentre per il quinto lotto assegnato alla Coop Cooper Isola d’Elba è stato approvato il progetto e devono scattare le procedure di esproprio. Concludono il quadro l’ambito 29 (Val di Denari) con Casalp che è in attesa di sottoscrivere la convenzione e il 31 (Caserme di Albereto), assegnato a Edilcarpani (progetto approvato, in attesa di formare la convenzione).

La variante.

La relazione del dirigente Parigi apre le porte alla variante che la giunta, con l’atto di indirizzo approvato l’8 settembre scorso, intende perfezionare in tempi rapidi. Le soluzioni previste consistono nello scorporo degli interventi del primo lotto del’ambito della Sghinghetta, registrando il venire meno dei soggetti interessati a realizzare l’intervento. La variante comporterà anche la riclassificazione dei lotti 2 e 3 come area per attrezzature e servizi, oltre all’individuazione di soluzioni transitorie per l’accesso ai lotti numero 4 e 5. Nel dettaglio la variante prevede per l’ambito Sghinghetta una riduzione dell’edificabilità per 1800 metri quadrati e un incremento della dotazione di standard urbanistici pari a 3866 metri quadrati.

I sospetti dell’ex sindaco. L’atto di indirizzo ha «sconvolto» l’ex sindaco Peria, come spiega lui stesso su Facebook. «Il testo è molto confuso, ma i contenuti sono sufficientemente chiari – spiega – viene avviata una variante con cui il Peep Sghinghetta salta per larga parte. Persino la viabilità prevista verrà cambiata, sembra di capire attingendo a quella esistente. Al posto di tre lotti sorgono non meglio precisate attrezzature pubbliche (chi le realizza?) e villette ad edilizia libera. Dalle case sociali alle seconde case. Tutto questo con un bando pubblico già assegnato e con rinunce totali dei concorrenti pare di capire solo su un lotto. Il mondo nuovo sta avanzando ed è un mondo che non mi piace proprio per niente».

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