Il Tirreno

Solidarietà alle acciaierie, passi avanti per l’accordo

Cristiano Lozito
Operai a un'assemblea davanti alla portineria Aferpi (PaBar)
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Operai a un'assemblea davanti alla portineria Aferpi (PaBar)

Formalizzata la volontà di istituzioni, sindacati e Aferpi di evitare la cig per 719 lavoratori. Ma per l’azienda «serve un approfondimento sulle modalità di applicazione»

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PIOMBINO. passi avanti nella trattativa sull’estensione dei contratti di solidarietà ai 719 lavoratori che in base all’accordo del 2015 dovranno rientrare in fabbrica entro novembre, ma servirà un confronto sulle modalità tecniche che azienda e sindacati si sono impegnate ad affrontare da subito.

In realtà al termine della riunione al ministero dello Sviluppo (presenti il viceministro Teresa Bellanova, il sindaco Massimo Giuliani, la sottosegretaria Silvia Velo, Gianni Anselmi in rappresentanza della Regione, Riccardo Grilli per Aferpi, Piero Nardi per Lucchini As, segretari nazionali e provinciali di Fim, Fiom e Uilm) è circolato un verbale di riunione redatto dal Mise che sembra assegnare buone possibilità al raggiungimento dell’obiettivo: «Istituzioni, sindacati e direzione di Aferpi – si legge nel documento – hanno ribadito la piena disponibilità ad utilizzare lo strumento principe degli ammortizzatori sociali, ovvero il contratto di solidarietà per l’insieme dei lavoratori che saranno in capo ad Aferpi a partire dal prossimo 6 novembre, compe previsto dall’accordo sottoscritto il 3 giugno 2015».

Il verbale si conclude spiegando che «Aferpi ha proposto, e i sindacati hanno convenuto, di avviare da subito un confronto in sede territoriale per esaminare ogni aspetto gestionale relativo ai contratti di solidarietà».
Nella sostanza dunque c’è una copertura politica rispetto all’estensione della solidarietà ma resta chiaro che i problemi tecnici non mancano visto che permane l’ostacolo principale, cioè quello della continuità produttiva per raggiungere le percentuali di ore lavorate richieste dalla legge per l’applicazione della solidarietà.

L’azienda infatti nella serata di lunedì 12 ha confermato i passi avanti ma ha precisato «che serve un approfondimento col sindacato sulle modalità di applicazione dello strumento».

In sostanza ci sarà da ragionare su rotazioni e professionalità, in parte da formare considerando quanti tra i lavoratori in cig hanno solo esperienze nell’area a caldo. E su questo elemento, quello della formazione, c’è l’impegno della Regione a sostenere il percorso.

Il sindacato, in attesa dell’avvio del confronto tecnico con l’azienda, esprime «soddisfazione per questo primo importante risultato», auspicando «che nell’incontro di verifica del piano industriale del 26 vengano acquisiti ulteriori elementi positivi nella gestione dell’accordo per il rilancio di Piombino».

Al termine dell’incontro romano Gianni Anselmi ha sostenuto che si tratta di «un buon verbale d’intesa», spiegando che «tutti, istituzioni e sindacati, hanno fatto un buon lavoro per consolidare un percorso positivo anche con importanti aperture dell’azienda. La Regione ha ribadito la sua disponibilità a supportarlo con gli strumenti disponibili, ad esempio sulla formazione».

Anselmi ribadisce anche la sua convinzione «che gran parte dei problemi della continuità lavorativa, in attesa di maggiori ordinativi e del dispiegarsi dei progetti di investimento, si risolverebbero, nella transizione, avviando le attività di smantellamento previste nell’Accordo di programma».

Giuliani da parte sua giudica «positivo l’approccio del confronto tra parti sociali e azienda, nel mio ruolo di sindaco non mancherò di seguire gli sviluppi di quello che sicuramente è un passo avanti, ma che è desiderio comune vedere concretamente realizzato».

Infine Silvia Velo, che nonostante gli impegni alla Camera ha partecipato all’incontro al Mise, parla (riferendosi anche allo sblocco dei finanziamenti per la 398) «di un’altra buona notizia per la città».
 

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