Incendi dolosi nel Campese, caccia aperta al responsabile
La Forestale indaga sui tre roghi accesi volontariamente in 24 ore tra Campo, San Piero e Sant’Ilario. Alla Pila è andato in fumo mezzo ettaro di vegetazione, ma per qualche minuto si è temuto per le case
CAMPO NELL'ELBA. Mezzo ettaro di vegetazione bruciata dalle fiamme sopra l’abitato della Pila. Ma, soprattutto, un altro pericolo scampato solo grazie alla prontezza dei soccorritori, dalla Forestale, ai vigili del fuoco, fino alle associazioni di protezione civile e ai Forestale di Provincia e Unione dei Comuni delle Colline metallifere.
È il bilancio del martedì sera caldo nel versante occidentale dell’isola d’Elba, ancora una volta alle prese con un incendio. Tre roghi in poco più di 24 ore, divampati in un raggio di pochissimi chilometri. Accesi di sera, quando per motivi logistici i soccorsi sono di per sé più complicati. Non sono certo coincidenze, lo sanno bene gli uomini del Corpo Forestale dello Stato che in queste ore stanno portando avanti le indagini necessarie a chiarire le cause dei tre incendi boschivi e a risalire ai responsabili. La matrice dolosa dei tre incendi è pressoché certa.
L’allarme. Il rogo della Pila, sebbene sia stato spento in tempi rapidi e abbia interessato una porzione ridotta del territorio, è stato molto pericoloso.
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Il fronte delle fiamme, infatti, è avanzato rapidamente e stava per avvicinarsi minacciosamente alle abitazioni. La sera precedente, invece, è stata la simultaneità degli incendi, il primo sulla strada di Castancoli (San Piero in Campo) e il secondo, divampato proprio mentre si stava spegnendo il primo, in località Le Solane a Sant’Ilario. Roba da poche migliaia di metri quadrati, che tuttavia hanno messo a dura prova la macchina dei soccorsi.
Caccia all’incendiario. Dopo anni di stasi, insomma, l’allarme per gli incendi dolosi all’Elba è tornato a farsi sentire, in particolar modo nel versante campese. È ormai chiaro come ci sia qualcuno che, sul territorio dell’isola, si sta rendendo protagonista di incendi appiccati in modo volontario. Gli interrogativi sono ancora molti, però. Innanzitutto non è ancora chiaro se dietro i roghi di matrice dolosa (che non hanno interessato solo il versante campese, si pensi all’incendio dello scorso agosto a Punta Calamita) vi sia una sola mano o più responsabili. Così come non sono chiari i motivi di queste azioni. Dispetti nei confronti di qualcuno, azioni intimidatorie, piuttosto che gesti dettati da interessi particolari? O magari, e forse è l’ipotesi più probabile, semplicemente qualcuno che si sta divertendo, di certo in modo perverso, a seminare allarme sul territorio dell’isola e a costringere la macchina dei soccorsi a fare gli straordinari. Quel che i fatti raccontano è come l’incendiario, piromane o non piromane, abbia una conoscenza particolarmente approfondita del territorio di Campo nell’Elba, il comune più colpito negli ultimi anni da questo tipo di eventi.
I precedenti. Il 23 agosto scorso un rogo ha creato attimi di apprensione a Sant’Ilario, in località La Grotta. Anche in quel caso l’incendio è stato acceso volontariamente, prima che l’intervento dei soccorritori rimettesse le cose a posto. La zona interessata non era nuova a episodi del genere. Quattro anni fa, nel luglio del 2012, un vasto incendio partì proprio lungo la via del Casotto. Nel 2009 un altro incendio doloso partì dalla stessa zona.
All'inizio di agosto è stata la vicina San Piero a rischiare per un incendio che attaccò la bassa vegetazione (in fumo circa 3mila metri di vegetazione). Anche per San Piero si contano numerosi precedenti:il primo episodio nel marzo 2012, a Castancoli, il secondo a distanza di poche centinaia di metri, nell'agosto del 2013. In queste ore la Forestale sta indagando per chiarire le cause del rogo e per risalire ai responsabili. I rischi per gli incendi appiccati volontariamente, quest'anno, sono tornati a farsi sentire, specialmente nel versante occidentale dell'isola.
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