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Un pugno nello stomaco per Campo

Un pugno nello stomaco per Campo

Sconforto in paese per la morte dell’operaio. L’Usb di Livorno: «Non si può morire ancora di lavoro»

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CAMPO NELL’ELBA. Una vita stroncata in un attimo. Da un camion venuto giù lungo una piccola strada sterrata del versante occidentale di Chiessi. È difficile spiegare la tragedia che ha ucciso Giuseppe Feola, l’addetto al gas di 37 anni residente a Marina di Campo, vittima di un incidente sul lavoro che si è verificato lunedì mattina, intorno alle 9. La notizia della morte di Giuseppe si è sparsa rapidamente all’isola d’Elba e in particolare a Campo nell’Elba, comune nel quale l’uomo abitava assieme ai familiari.

Trentasette anni, una bella famiglia. Giuseppe Feola lascia la moglie Marianna e due figli ancora in tenera età, un maschio e una femmina.

Il trentasettenne viveva nel comune di Campo nell’Elba, dove era molto conosciuto. In passato ha disputato alcune gare di rally, una passione che condivideva con diversi amici elbani. Sempre disponibile, generoso: chi lo conosceva ricorda in questo modo il trentasettenne. Aveva origini ponzesi, comunità molto forte nel comune del versante occidentale dell’isola, ma Giuseppe era un campese a tutti gli effetti. Il padre è uno dei pescatori della flottiglia di Marina di Campo.

In tanti, insomma, hanno appreso la notizia della morte di Giuseppe Feola con dolore. Come un pugno nello stomaco.

Giorgio Enzo Fazio, preside dell’istituto comprensivo di Campo nell’Elba (frequentato dai figli di Giuseppe Feola) , ha voluto esprimere a nome di tutta la scuola campese « il proprio cordoglio per il grave lutto che ha colpito improvvisamente la famiglia Feola».

«Non si muore di lavoro». La federazione provinciale Usb Livorno esprime la massima vicinanza e solidarietà alla famiglia e ai colleghi di lavoro di Giuseppe. «Per sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento – spiegano dall’Usb – pensiamo che sia davvero grave che nel 2016 si possa ancora morire di lavoro. Al di là di qualsiasi interpretazione o cosiddetto “errore umano”, quando un lavoratore muore durante lo svolgimento della sua mansione vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Che qualcuno che doveva vigilare non l'ha fatto. Che l'organizzazione del lavoro è strutturata in modo tale da tralasciare qualche aspetto legato alla sicurezza. Per domani è prevista un'assemblea di tutti i lavoratori a fine turno e decideremo se e quali iniziative portare avanti».

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