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Solidarietà, l’incontro al Mise slitta al 12

Solidarietà, l’incontro al Mise slitta al 12

In ballo i contratti di 700 lavoratori, mentre sul tema del prolungamento degli ammortizzatori si aspetta una decisione del Governo

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PIOMBINO. C’è un ulteriore slittamento per l’incontro al Ministero dello sviluppo economico sulla questione dei contratti di solidarietà per gli oltre 700 lavoratori che dovranno rientrare in Aferpi entro il 6 novembre: l’incontro infati, già spostato dal 6 al 9, è previsto ora per lunedì 12 settembre. Slittamento che non viene drammatizzato dai sindacati, e legato al viaggio in Algeria proprio nella seconda settimana di settembre, del gruppo dirigente piombinese per un confronto già programmato con Issad Rebrab.

Certo è che il 12 i sindacati attendono dall’azienda e dal Governo una risposta chiara sul destino dei 700 lavoratori da assumere: il sindacato ha già spiegato a chiare lettere che i ritardi nel piano industriale di Cevital non sono certo responsabilità dei lavoratori, che la cassa integrazione è inaccettabile, e che quindi i contratti di solidarietà per tutti sono «indispensabili per la tenuta sociale del comprensorio».

Il 12 sarà convocato il consiglio di fabbrica permanente, se al Mise non arrivassero risposte soddisfacenti il sindacato si dice pronto a iniziare subito la mobilitazione».

Ma è chiaro che la questione non si ferma ad Aferpi, visto che oltre 2000 lavoratori in Val di Cornia sono interessati dal tema degli ammortizzatori in scadenza. Di recente il consigliere regionale Gianni Anselmi ha ribadito «che le aree di crisi complessa sono situazioni socialmente non ordinarie e meritano risposte analogamente non ordinarie sugli ammortizzatori sociali e la formazione».

E lo stesso presidente Enrico Rossi, il mese scorso aveva chiesto al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, di valutare la possibilità di allungare il periodo di mobilità per i lavoratori che sono giunti al termine della Naspi o della mobilità «e che quindi si troveranno a breve senza alcun aiuto. In Toscana abbiamo utilizzato anche i bandi per lavori di pubblica utilità istruiti insieme ai Comuni per selezionare quei lavoratori che, non avendo prospettive di impiego, possono in questo modo ottenere un introito nel mentre si realizzano i piani di reindustrializzazione. La Regione può impiegare a questo scopo una parte dei Fondi sociali europei a cui il Governo potrebbe aggiungere ulteriori risorse».

Su questo punto si attende già dal mese prossimo che il Governo, come ha annunciato di recente proprio Poletti, vari un provvedimento per risolvere il problema degli ammortizzatori scaduti o in scadenza nelle nove aree nazionali di crisi complessa, di cui fa parte Piombino. Provvedimento che potrebbe essere inserito nel decreto correttivo del Jobs act a inizio settembre. Secondo indiscrezioni l’intervento si baserebbe su un’estensione dell’ammortizzatore o del sussidio di disoccupazione. (cloz)

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