Il presidio
«Cinghiali, emergenza vera Un errore il ricorso al Tar»
Il sindaco Mario Ferrari interviene dopo l’incidente delle due turiste sullo scooter «Abbattimenti bloccati da un’associazione, ma il rischio per le persone è alto»
PORTOFERRAIO. «Avevamo ragione noi. Quella dei cinghiali è un’emergenza reale. Quanto accaduto all’Acquabona lo dimostra». Mario Ferrari, sindaco di Portoferraio, torna alla carica sull’emergenza ungulati. Lo scorso maggio il primo cittadino di Portoferraio aveva emesso un’ordinanza con la quale il Comune di Portoferraio autorizzava abbattimenti straordinari per ridurre il numero dei cinghiali in località Acquabona. Ma l’ordinanza è stata disinnescata subito, in seguito a un ricorso al Tar presentato dall’associazione “Vittime della Caccia” con sede a Rimini. Fatalmente, martedì sera, due turiste sono rimaste ferite in modo grave dopo che, con lo scooter, hanno investito un cinghiale che stava attraversando la strada, proprio in località Acquabona. Le due donne sono cadute a terra, hanno perso conoscenza. E nella notte tra martedì e mercoledì sono state trasferite in elicottero all’ospedale di Livorno, dato che la Tac nel presidio portoferraiese era fuori uso (è tornata in funzione ieri).
«La nostra ordinanza aveva uno scopo preciso, rimuovere una situazione di emergenza per gli automobilisti e i motociclisti – ha spiegato il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari – in una località dove, ogni notte, i cinghiali scendono sulla strada. Tutto è perfettibile, sia chiaro, ma l’ordinanza sarebbe stata efficace. Purtroppo il ricorso al Tar ha vanificato sul nascere la nostra iniziativa».
Secondo il primo cittadino di Portoferraio il mancato ricorso agli abbattimenti straordinari non ha fatto che aumentare il rischio per le persone. «Con quel ricorso l’associazione romagnola ha preferito impedire l’abbattimento di animali che stanno compiendo danni evidenti sul nostro territorio, anzichè preoccuparsi delle vite dei tanti motociclisti che, soprattutto d’estate, transitano sulle nostre strade».
I pericoli sulle strade sono solo uno degli aspetti del problema ungulati. Sono molti gli agricoltori elbani che, in questi mesi, hanno lamentato la scarsa efficacia del piano coordinato di catture e abbattimenti sia all’interno che all’esterno del Parco, segnalando le razzie che, quasi a cadenza regolare, i cinghiali compiono nei campi e nei frutteti. In questo contesto l’incidente capitato alle due turiste in motocicletta ha sollevato, nuovamente, le proteste. «Dico fin da subito – spiega il sindaco Mario Ferrari - che in caso di denuncia da parte delle turiste incidentate ci schiereremmo dalla loro parte, costituendoci parte civile in un eventuale processo. Di certo quanto accaduto ci obbliga a muoverci: ci stiamo adoperando per attivare quanto prima procedure più incisive per rimuovere questa situazione di pericolo».
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