Il Tirreno

Sansone, l’altra faccia della popolarità

Sansone, l’altra faccia della popolarità

Spiaggia iperaffollata, centinaia di auto, gli abitanti esasperati firmano una petizione: «Il parcheggio ha peggiorato le cose»

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PORTOFERRAIO. Oltre ogni limite di sopportabilità. Di più: avere la consapevolezza di vivere con una bomba innescata a pochi metri da casa. Lo dichiarano i 49 firmatari della petizione inviata alla giunta Ferrari riguardo all’eccezionale afflusso di bagnanti con macchine al seguito sulla spiaggia di Sansone, lungo la provinciale dell’Enfola. La stessa che, mesi orsono, è stata votata fra le dieci spiagge più belle d’Italia. Ha un costo, dunque, la popolarità. Lo stanno vivendo sulla propria pelle i residenti della frazione di Acquaviva che lamentano il disagio rappresentato dalle difficoltà di raggiungere le loro abitazioni, visto l’eccezionale afflusso di vetture, nonostante la realizzazione di un parcheggio che avrebbe dovuto risolvere il problema.

«Tutt’altro - scrivono nella petizione - Ne ha creati di ulteriori. Per di più quello nuovo che è stato inaugurato proprio ieri, andrà a peggiorare ulteriormente le cose». E chiedono sia ai pubblici amministratori, sia a forestale, vigili del fuoco e polizia urbana di rivedere le scelte effettuate dalla giunta e di «individuare insieme una soluzione che sia sostenibile e che rispetti gli interessi di tutti, come la normativa vigente prevede». Tutti concordano, inclusi anche i residenti della frazione, che l’afflusso alla spiaggia di Sansone richieda una soluzione. Da una parte mettere nelle condizioni i turisti di frequentarla; dall’altra tutelare il diritto degli abitanti a vivere in sicurezza. In che modo? Cominciando con il dare la possibilità di raggiungere in macchina le proprie abitazioni. Cosa che, secondo sempre i residenti non avviene, in quanto le vetture che vogliono entrare o uscire dai parcheggi creano una coda in mezzo alla strada che impedisce di svoltare, aumentando il rischio di incidenti. «In tali condizioni - si legge nel documento - è ovviamente precluso a ogni ambulanza l’accesso alla strada vicinale a uso pubblico e, considerata l’enorme presenza antropica sulle spiagge nei mesi estivi, ciò rende molto pericolosa la situazione. Contribuisce ad aggravare il pericolo il continuo transito di persone a piedi, compresi molti bambini».

La tutela degli abitanti alla sicurezza si vede anche nel far rispettare i cartelli stradali che sono invece puntualmente disattesi. Poi l’aumento esponenziale nei cortili della polvere, del rumore e dei gas di scarico. E ancora, essendo la strada vicinale a uso pubblico una ztl, si chiedono i firmatari come sia stato possibile consentire il traffico a chiunque per accedere al secondo parcheggio in basso. «Fosse poi soltanto il problema dei gas di scarico, potremmo anche provare a sopportare - dicono sempre gli abitanti della zona - Ma il fatto è che la concentrazione di centinaia di auto sotto il sole per ore e ore mette in gravissimo pericolo la nostra stessa incolumità, con il rischio d’incendio spontaneo. Come si fa a concentrare centinaia di auto a pochi metri o addirittura a confine delle case? Come si fa a mettere a rischio l’incolumità delle persone con scelte così scellerate? Come può autorizzare una simile situazione proprio chi dovrebbe essere tutore dell’incolumità delle persone e conoscere e far rispettare le normative antincendio?». Infine ricordano che mezza Acquaviva è nel Parco nazionale e le decine di pali di segnaletica verticale sono davvero un pugno in un occhio.

Luigi Cignoni

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