Il Tirreno

Mosaico “riscaldato” alle terme della villa

di Cecilia Cecchi
Mosaico “riscaldato” alle terme della villa

Col progetto Arcus, le tante scoperte che rivela l’Acropoli

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POPULONIA. Sondaggi sotto il mosaico, prima del restauro. Perché ci sono cedimenti ed è necessario valutare la tenuta dei supporti che lo sostenevano per permettere - un tempo - la circolazione dell’aria calda al di sotto. Caldo da sotto il pavimento a mosaico: esatto, come si fa oggi in Svizzera e in tanti paesi del nord Europa e ci appare un’idea geniale per il benessere e il risparmio energetico.

Ma questa è la villa marittima di Populonia, un santuario su terrazze. Tra poco tutti potranno affacciarsi da sopra il muro del tempio di Venere (le Logge), per scoprire com’era Populonia ormai romana. Così il progetto Arcus procede sin dalla ricostruzione di una parte del tempio all’ingresso dell’area visite. A seguire in diretta i sondaggi Silvia Guideri, responsabile dei Parchi e Musei del sistema, Marta Coccoluto, coordinatrice del parco di Baratti e il restauratore del mosaico Roberto Civetta.

Voltando lo sguardo di poco si può immaginare dalla sala del triclinio una mamma che, inseguendo il suo bambino nel giardino coperto, dalla lunga tunica perde una fibula. Uno degli archeologi al lavoro sull’area la raccoglie, la spilla e la affida a Silvia Guideri: «Vero, ora sono visibili gli ambienti – spiega – e la più prestigiosa sala del triclinio. Fuori un giardino coperto, restano tracce del colonnato. Necessario – aggiunge Guideri – fare un’ispezione accurata delle colonnine di laterizio, per capirne i cedimenti, prima di procedere col restauro del mosaico per il consolidamento. Mosaici bellissimi, mai visti prima, ma che non potranno essere lasciati sempre scoperti. Stiamo cercando finanziamenti – ricorda – per provvedere ad una copertura, che duplichi la volumetria originale, com’è stato fatto per la villa romana del Casale, vicino a Piazza  Armerina (Enna) in Sicilia».

Pavimenti con decorazioni vegetali, la cisterna che serviva l’area della villa. Il corridoio verso le cucine e l’ala della servitù. Marta Coccoluto è come se queste cose le rimaterializzasse indicandole: «Quel che resta – conferma – si è salvato dall’aratro e dallo scasso delle vigne». L’Acropoli rivela sempre di più e i visitatori apprezzano. I dati della fine di luglio portano a contare circa 50mila persone che hanno scelto di visitare il sistema di parchi archeologici e musei della Val di Cornia, segnando un +5% rispetto al 2015. «Anche il museo archeologico di Piombino ha avuto un notevole incremento di presenze, da attribuire probabilmente alla novità del percorso multisensoriale introdotta ad aprile – dice Silvia Guideri – I visitatori del museo registrati alla fine di luglio sono circa 3900 con un +68% rispetto al 2015. Il parco di Baratti e Populonia – aggiunge – è quello che oggi registra una maggiore stabilità di presenze nel corso degli anni. Nel 2016, fino alla fine di luglio, i visitatori sono stati oltre 27.500, nonostante l’apertura parziale fino a giugno dell’Acropoli proprio per i lavori del cantiere. Da considerare però – sottolinea – le grandi novità che Arcus porterà nel percorso di visita dell’Acropoli, dando al parco un nuovo volto che stimoli il visitatore a fare un salto nella storia dell’antica città di Populonia». Questo grazie, alla ricostruzione del basamento di uno dei templi, e proprio all’apertura al pubblico dei magnifici pavimenti musivi ai piedi delle Logge, all’apertura della nuova area di visita che permetterà di poter visitare gli ambienti che ospitavano il mosaico dei pesci, esposto oggi al museo archeologico del territorio di Piombino, e al nuovo percorso che verrà realizzato lungo le antiche mura della città.

«I lavori in corso – chiude Guideri – seppure con qualche ritardo imputabile alla complessità di un cantiere che opera su un contesto archeologico come quello di Populonia ma anche all’obiettivo che ci siamo posti di garantire un’apertura al pubblico seppur dimensionata, stanno proseguendo anche in questo periodo. Tant’è che sono cominciate le operazioni di consolidamento e restauro del pavimento musivo e nella seconda metà del mese di agosto inizieranno anche i lavori di montaggio del tempio. E stanno proseguendo gli scavi archeologici alla base delle Logge. Quindi, a fronte di un disagio che il cantiere rappresenta, c’è da sottolineare pure il fascino per i visitatori di poter assistere alla nascita del nuovo parco». Già conferme (anche) dai numeri, è vero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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