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Due incontri a Roma per decidere il futuro della città
Aferpi: il 6 settembre si parlerà di ammortizzatori, il 26 di piano industriale
PIOMBINO. Ora ci sono anche le date: il 6 settembre è convocata a Roma la riunione ristretta (Mise, ministero del Lavoro, sindacati, Aferpi ed ex Lucchini) sugli ammortizzatori sociali; mentre il 26 settembre ci sarà l’incontro sul piano industriale di Aferpi.
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La convocazione è giunta martedì 9 a Piombino, del resto i tempi sono molto stretti, visto che entro il 6 novembre è prevista l’assunzione in Aferpi dei 741 ancora in Lucchini e i sindacati chiedono con forza che si scelga il contratto di solidarietà e che non si passi da una cassa integrazione ad un’altra.
La polemica. Ma mentre si lavora per trovare una soluzione ai tanti problemi che ancora non consentono al progetto di decollare, ecco che scoppia una nuova polemica. Per oggi, infatti, l’azienda ha organizzato un incontro con i lavoratori. Il volantino affisso nei reparti parla chiaro: la produzione si fermerà per un’ora (dalle 10 alle 11 e dalle 16,30 alle 17,30) e i lavoratori sono convocati in mensa per incontrare l’Ad di Aferpi, Fausto Azzi e il direttore del personale, Riccardo Grilli. I temi saranno il piano industriale e la produzione.
Ma l’incontro non è andato giù ai sindacati. Temono che, nell’occasione, l’azienda voglia “dividere” i lavoratori, facendo capire che la solidarietà sarebbe pagata anche da chi già è al lavoro.
«Eppure i lavoratori - dice Luciano Gabrielli, della Fiom - devono aver chiaro che solo il progetto complessivo è una tutela nei loro confronti». L’irritazione per l’incontro è comunque tangibile: «Come sindacato riteniamo che dovevano essere invitati almeno i coordinatori delle Rsu, così i lavoratori rischiano di non avere un quadro completo della situazione e di essere in difficoltà di fronte ad Amministratore delegato e capo del personale».
Il nodo, come detto, è la solidarietà. Un punto sul quale il sindacato non intende arretrare e che potrebbe diventare occasione di rottura fra azienda e Fiom, Fim e Uilm. «L’azienda è responsabile dei ritardi nel piano industriale, non certo i lavoratori. Per cui ne prenda atto e accetti il contratto di solidarietà. Può farlo sia aumentando l’attuale produzione, sia creando nuove attività, comunque cercando soluzioni insieme al sindacato».
Ci sono 741 lavoratori ancora fuori da Aferpi che aspettano novembre per essere assunti. «Spero che non ci sia la volontà di mettere quelli “dentro” contro quelli “fuori”. A novembre l’azienda è obbligata, ci sono i documenti firmati, a far rientrare quei 741. Una soluzione, il prossimo 6 settembre, sono certo che la troveremo. Quindi nell’incontro ci aspettiamo che non ci siano motivi di tensione fra noi e l’azienda. Piuttosto ai lavoratori spieghino come andrà avanti la produzione e cosa stanno facendo per definire il piano finanziario».
Tensioni a parte, i sindacati sono comunque schierati perché il progetto, che è valido, vada avanti. «In questo momento non c’è alternativa a questo progetto e dobbiamo remare tutti nella stessa direzione perché sia attuato. Anche di questo parleremo a Roma, il prossimo 26 settembre. Sono mesi molto intensi, ma qui si decide il futuro di Piombino».
Il consiglio di fabbrica, infine, è convocato per venerdì 12 alle 10: si riuniscono le Rsu di Aferpi, Piombino Logistic, Lucchini e Lucchini servizi.
L’azienda. Ma dall’azienda arrivano parole che dovrebbero rasserenare il clima. L’incontro non avrà secondi fini, ma solo lo scopo di informare i lavoratori di quello che sta accadendo e di quali prospettive ci sono. Gli incontri (progetto “loquimur”, dal latino “parliamo”) saranno più di uno.
«L'idea è quella - spiegano - di andare a raccontare a viva voce quello che stiamo facendo e quali sono i percorsi che abbiamo scelto di percorrere per raggiungere i nostri obiettivi. Le troppe interpretazioni e voci denigratorie richiedono un nostro intervento diretto per dare fiducia e motivazione ai nostri collaboratori; non possiamo più permetterci di lasciare raccontare ad altri ciò che stiamo facendo. Non vogliamo scavalcare nessuno, ma rivendichiamo il diritto di parlare con i nostri colleghi. Di volta in volta potranno variare i rappresentanti aziendali. Il primo incontro sarà condotto dall'Ad Fausto Azzi, dal direttore operations Sergio Simoni e da Riccardo Grilli».
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