Il Tirreno

Manca la squadra aggiuntiva, i tagli pesano

Manca la squadra aggiuntiva, i tagli pesano

L’organico estivo ridotto dei vigili del fuoco ha complicato la gestione del doppio incendio all’Elba

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PORTOFERRAIO. Mai come domenica i tagli ministeriali al corpo di vigili del fuoco si sono fatti sentire all’isola d’Elba. In particolare la mancata assegnazione della squadra aggiuntiva estiva, una costante per l’isola fino al 2015, ha fatto in modo che la gestione di due eventi simultanei di domenica (incendio sul Monte Calamita e, a stretto giro, rogo a Chiessi con tanto di case minacciate) sia stato molto complicato. Tanto che gli abitanti di Chiessi, per una buona mezz’ora, hanno avuto paura e si sono arrangiati, con l’aiuto dei volontari della Protezione civile e delle associazioni, cercando di limitare come potevano le fiamme, aiutati poi dagli elicotteri e, infine, dal resto della macchina dei soccorsi.

Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto alcuni residenti hanno protestato per il ritardo, non sapendo che la squadra di pompieri, composta da cinque unità, aveva dovuto viaggiare per chilometri, percorrendo l’isola dal versante orientale a quello occidentale. Fino allo scorso anno, in una situazione del genere, i vigili del fuoco elbani avrebbero gestito l’emergenza con due squadre da cinque pompieri ciascuna. Una sarebbe intervenuta in prima battuta, l’altra sarebbe rimasta al presidio portoferraiese. In caso un’ulteriore emergenza, la seconda squadra avrebbe lasciato il presidio per intervenire sul luogo dell’incendio, mentre il comando operativo avrebbe richiamato al lavoro il personale a riposo. Un meccanismo che, come detto, non è possibile in seguito al taglio, compiuto a livello ministeriale. Con la squadra in servizio a Capoliveri, il comando ha richiamato in tutta fretta il personale a riposo, mentre la squadra intervenuta a Capoliveri è dovuta tornare indietro e mettersi in marcia verso Chiessi, dove l’emergenza aveva la priorità vista la minaccia concreta per le persone. Il tempo di trasferimento, vista la distanza, è stato lungo. Poco dopo la squadra composta dal personale a riposo è arrivata a Chiessi per limitare il raggio d’azione delle fiamme. E a presidio del distaccamento di Portoferraio sono addirittura arrivati, nel primo pomeriggio, i vigili del fuoco di Piombino, in una sorta di effetto domino indispensabile per limitare i danni e prestare il massimo sforzo possibile sull’Elba. Per fortuna l’intervento massiccio dei mezzi aerei (tre elicotteri e due Canadair) si sono rivelati fondamentali per evitare il disastro.

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