Il presidio
«In un anno questa struttura ha finalmente cambiato volto»
PORTO AZZURRO. «Mi ricordo quando venni qua la prima volta, la delusione e i musi lunghi. Questa struttura a distanza di tre anni ha cambiato volto». Cosimo Ferri, sottosegretario alla giustizia del...
PORTO AZZURRO. «Mi ricordo quando venni qua la prima volta, la delusione e i musi lunghi. Questa struttura a distanza di tre anni ha cambiato volto». Cosimo Ferri, sottosegretario alla giustizia del governo Renzi, è ottimista al termine della sua nuova visita presso la casa di reclusione elbana. L’incontro che si è tenuto ieri, infatti, è servito per fare il punto della situazione, dopo circa un anno e mezzo dall’insediamento del direttore Francesco D’Anselmo.
«Quando sono venuto per la prima volta mancava la figura del direttore, non c’era neanche il garante dei detenuti e i problemi sul campo erano molti – racconta il sottosegretario Ferri – la situazione attuale è ben diversa, grazie sicuramente al nuovo direttore ma anche a un ottimo lavoro di squadra. Il dato da cui partire è quello relativo all’impiego dei detenuti: prima lavoravano in tredici, adesso in ottanta. E sappiamo quanto il lavoro sia importante nel percorso di recupero di un detenuto, che in questo modo torna a sentirsi parte di una comunità».
Nel corso della riunione di ieri sono molti i temi affrontati, così come le criticità messe in campo e ancora da risolvere dal garante dei detenuti Nunzio Marotti e della responsabile dell’associazione Dialogo Licia Baldi, a partire dai problemi legati all’edilizia, fino alla chiesa inutilizzabile da anni, fino ai problemi concreti che i detenuti devono affrontare (vitto, sopravitto e salari bassi). Ma tutti sono d’accordo nel sottolineare un cambio di passo segnato con la nuova gestione del carcere. «In poco più di un anno – racconta il sottosegretario Ferri – è aumentato il lavoro, è stata sistemata la sala colloqui. A Pianosa è partito un progetto importante con Frescobaldi e si sono potenziati gli orti. Una nuova sfida sarà proprio riportare a Porto Azzurro un vero mercato ortofrutticolo del carcere. Sono per la politica dei piccoli passi, anche andando piano si arriva in cima alla scala». Nei giorni scorsi i sindacati della polizia penitenziaria hanno protestato per le condizioni precarie delle strutture. A tale proposito è da segnalare l’intervento del provveditore regionale Martone, che ha annunciato come, in seguito alla decisione dell’amministrazione penitenziaria, di non portare a termine il progetto di realizzazione di una nuova struttura carceraria a Lucca. «I soldi saranno reinvestiti nei vari istituti toscani – spiega – a Porto Azzurro contiamo di finanziare la ristrutturazione della 17ª sezione che sarà un fiore all’occhiello. Grazie ai ribassi d’asta contiamo di ricavare poi i soldi per rifare le finiture esterne del carcere».
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