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La Regione approva il piano di Asiu per la discarica, sì all'ampliamento
La delibera dà il via al progetto. Da settembre Rimateria entrerà in produzion
PIOMBINO. Sì al piano di riqualificazione e all’ampliamento della discarica di Ischia di Crociano: con delibera 761 del 1° agosto (sarà sul Burt entro giovedì 4, ndr) la giunta regionale ha dato il via libera al progetto di Asiu che, quanto prima, passerà con le quote in Rimateria.
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«Dopo l’ultima conferenza dei servizi (il 25 luglio, ndr) - ci dice l’assessore regionale all’Ambiente, Federica Fratoni -, che confermava la validità del piano, in giunta abbiamo dato il via libera. Dal punto di vista ambientale l’area di Piombino è continuamente monitorata dalla Regione».
Nei fatti l’autorizzazione è, insieme, una Via (valutazione d’impatto ambientale) e un’Aia (autorizzazione integrata ambientale) e consente ad Asiu, che presto confluirà in Rimateria, di avere a disposizione altri 400mila metri cubi di spazio, per un valore approssimativo di circa 20 milioni di euro, cifra che permetterà di ripianare lo storico “buco” nei conti dell’azienda.
Il via libera è stato possibile dopo tre conferenze dei servizi e dopo che una trentina di soggetti istituzionali ha verificato il progetto, realizzato a tempo di record da otto professionisti, la maggior parte dei quali della zona. E anche la “macchina” di Asiu ha dato un importante contributo al risultato che, insieme al passaggio a Sei Toscana del settore raccolta rifiuti e spazzamento, ha permesso di salvare circa 130 posti di lavoro e gettare le basi per un’altra cinquantina quando il sistema sarà a regime.
I prossimi passi. In un anno, la nomina di Valerio Caramassi e del nuovo Cda è del luglio 2015, sono stati quindi raggiunti risultati importanti e gettate le basi sia per il risanamento dei conti di Asiu, sia per la gestione dei rifiuti industriali, in parte già presenti sul territorio in cumuli che andranno bonificati e in parte in arrivo sia dalla nuova produzione di acciaio quando (e se) ripartirà, sia dalle demolizioni della vecchia fabbrica.
Il prossimo 10 di agosto sono in programma le assemblee dei soci di Asiu e di Rimateria, per il passaggio delle quote della prima nella seconda. Quindi Asiu sarà messa in liquidazione e Rimateria, di cui Valerio Caramassi è presidente, resterà una società unica.
Qualche giorno dopo il Cda di Rimateria delibererà l’emissione del bando per la vendità del 60% delle quote (al momento detenute al 75,1% da Asiu e al 24,9% da Lucchini), in due tranches da 30%. Dopo la vendita, il bando dovrebbe essere pubblicato il 29 agosto, Rimateria scenderà al 35,1% e Lucchini al 4,9%.
L’obiettivo della cessione di parte delle quote, ma in due blocchi separati è duplice: da una parte il pubblico (Rimateria) avrà sempre il controllo e l’onere della strategia, dall’altra i nuovi soci privati dovrebbero portare in azienda sia competenze specifiche, quindi “know how” nel settore ambientale e dello smaltimento e riciclaggio dei rifiuti, sia autorizzazioni a operare nei vari rivoli di un settore così complesso e articolato.
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Discarica e Rimateria. Il piano di riqualificazione prevede che venga riempito lo spazio che attualmente si trova fra la discarica di Asiu e quella, ormai completata, della Lucchini. Al tempo stesso sono previste coperture alberate e altre forme di mascheramento dell’impianto.
Rimateria, invece, inizierà a lavorare, e darà il via al proprio programma di sviluppo, dal primo di settembre prossimo. L’impianto ricicla i rifiuti industriali trasformandoli in “misto cementato”, un materiale che, in alcuni usi come la pavimentazione stradale o le grandi opere portuali, può essere un valido sostituto del materiale vergine di cava. I rifiuti non riciclabili saranno invece smaltiti in sicurezza.
Del resto è quanto avrebbe dovuto fare Tap fin dal 1999. Ci sono voluti 17 anni, ma ora l’“economia circolare” è davvero in arrivo. @guifiorini
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