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Vincolo storico al Mausoleo Tonietti
Sopralluogo della Soprintendenza che riavvia le pratiche per mettere sotto tutela l’opera di Coppedé
RIO MARINA. La Soprintendenza dei beni architettonici di Pisa riavvierà le pratiche, già a partire dalla prossima settimana, per apporre il vincolo storico al Mausoleo Tonietti di Cavo. Una scelta resa urgente dalle condizioni in cui versa il bene architettonico, realizzato a inizio Novecento dall’architetto fiorentino Adolfo Coppedè, ormai in avanzato stato di degrado.
Nei giorni scorsi Fabio Boschi, funzionario della Soprintendenza pisana, su sollecitazione dell’ex sindaco Francesco Bosi (primo cittadino all’epoca dell’attivazione delle procedure di vincolo, poi rimaste impantanate nelle maglie della burocrazia), ha compiuto un sopralluogo per verificare di persona le condizioni dell’immobile, considerato come la testimonianza più importante lasciata dal Coppedé all’Elba.
«Ero già convinto di riattivare le pratiche per il vincolo storico – ha spiegato Boschi – ma dopo aver visitato il mausoleo lo sono ancor di più. È una testimonianza unica dell’inventiva dell’architetto che seppe interpretare in modo perfetto la trasformazione industriale in atto, a quell’epoca, all’Elba e non solo. Il mausoleo è un oggetto straordinario, colto, che segna con una grande architettura un grande cambiamento del nostro tempo».
La grande impressione per il valore architettonico dell’opera, realizzata dal Coppedé quale tomba di famiglia e come monumento a Giuseppe Tonietti, primo affittuario delle miniere elbane, si lega purtroppo alla preoccupazione per le condizioni del monumento. «Le stato del mausoleo preoccupa, il bene necessita di interventi urgenti – commenta il funzionario della Soprintendenza – ho notato peraltro un lieve disassamento dell’opera al livello della lanterna».
Per questo motivo non c’è tempo da perdere. Tanto che il funzionario della Soprintendenza conta di riattivare nel giro di pochi giorni le procedure di vincolo, avviate nei primi anni del Duemila ma poi arenate per diversi fattori, a partire dall’imponente lavoro di schedatura del patrimonio svolto dalla Soprintendenza, fino alla poca chiarezza relativa alla proprietà dell’immobile in questione.
L’applicazione del vincolo storico esplicita la volontà della Soprintendenza di mantenere e curare il monumento e attribuisce alla proprietà (una società denominata Elba e un privato) determinati doveri, relativi alla manutenzione del bene. In questi giorni il funzionario della Soprintendenza ha già avviato i contatti con il Comune di Rio Marina, così come si è messo sulle tracce della proprietà con cui dovrà essere intavolato un ragionamento relativo alla cura del mausoleo (la società proprietaria dispone nelle maglie del regolamento urbanistico di 3000 metri cubi a ridosso dell’abitato di Cavo che potrebbero essere compresi in una convenzione).
Non è escluso che in un progetto di valorizzazione possa essere inoltre coinvolto anche il Ministero dei beni culturali.
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