In cammino per Assisi oltre la paura
Partita dai Diaccioni la marcia delle famiglie francescane. «Dare testimonianza a tutti che l’amore vince, sempre»
PIOMBINO. «In questo mondo spaventato e deluso, puoi gridare al mondo che esiste il paradiso...». L’attacco dell’inno della marcia francescana toscana 2016 delle famiglie spiega da sé tutto. E leva il respiro oltre che la paura.
In cammino da ieri verso Assisi – dalla parrocchia dei Diaccioni – più o meno 150 persone tra ragazzi, bambini, mamme, babbi, “volontari assistenti” per servizi e pure giochi.
Primi arrivi all’Immacolata la sera di giovedì. Poi l’incontro d’organizzazione della marcia e messa con la benedizione degli stendardi alla Madonna di Montenero. In giardino, all’ombra degli alberi, vicino alla casa del parroco, il primo “pranzo di fortuna”.
Gianni (programmatore) ed Elena (medico) vivono a Scandicci. Le figlie sono alla giornata mondiale della gioventù a Cracovia con papa Francesco. «A noi? Non ci hanno voluto! – dice Elena – Questo è il secondo anno che partecipiamo alla marcia del perdono per famiglie». «Importante esserci – aggiunge Gianni, pure scout, ( è nell’Agesci Scadicci primo) – proprio adesso che le cose vanno male... Solo agendo così dimostriamo che si può trovare una speranza per un modo migliore». «Anche a cinquant’anni... – riprende Elena – perchè tutte le strade convergono verso un solo obiettivo, che è Gesù. Ma il messaggio è rivolto anche ai non credenti, perché siamo tutti comunque accomunati dai progetti fondamentali di amore, condivisione, solidarietà, accoglienza». Le famiglie si passano parola: importante far conoscere le declinazioni dell’impegno di quanti partecipano a questo appuntamento, reso ancor più speciale dalla concomitanza col giubileo del Perdono e dall’ottocentenario della festa del perdono di Assisi (il 2 agosto, giorno d’arrivo).
Voce ad Anna (dipendente delle poste) e Valeriano (artigiano edile), da Montopoli Val d’Arno. La coppia è qui con Sara, 14 anni, Vincenzo 13 anni e Chiara 5: «Perché alla marcia francescana... sin dall’inizio – ricorda Valeriano – il desiderio è stato fare il punto sulla nostra realtà familiare, una riflessioni comune e personale». «Un cammino di fede, sì, molto faticoso – conferma Anna – ma non siamo pazzi! Nostro figlio ha una disabilità complessa da affrontare, ma qui abbiamo trovato un’accoglienza e una solidarietà bella ed importante. Non possiamo davvero far altro che tornare, partecipare, ancora e ancora».
Eccoci a Mario e Jessica (si occupano di una società di informatica) con Sara, Benedetta e Chiara di 13, 11, 5 anni, dalla provincia di Pisa: «Con le marce francescane – raccontano – la nostra esperienza è cominciata nel 1996, coi giovani. Poi? Siamo stati nel gruppo promotore che, nove anni fa, ha avviato il progetto delle famiglie toscane. Un’esperienza di fraternità per vivere un po’ più leggeri, fuori dai problemi, dalle paure di ogni giorno. L’inno di quest’anno ci rappresenta in pieno – sottolineano – perché in questo mondo spaventato e deluso possiamo davvero ancora gridare che il paradiso c’è. Ecco che cosa ci fa partire, per dare testimonianza alle persone che incontriamo, ai nostri figli, che l’amore vince, sempre».
Il pomeriggio è passato con incontri in piccoli gruppi nelle piazze della città (a partire da piazza Dante) insieme ai frati Francesco e Federico, guide spirituali del percorso. In serata poi il trasferimento: ma fino all’ultimo minuto nessuno sa per dove.
Perché così funziona davvero l’affidarsi all’altro, alla provvidenza (senza timore).
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