Il Tirreno

interrogazione dei 5 stelle

«Alla Tolla case vendute, ma convenzione disattesa»

PIOMBINO. Le case sono state fatte e vendute. Ma la convenzione stipulata tra costruttori e amministrazione comunale nel piano di lottizzazione è stata disattesa in alcune parti. E nel frattempo la...

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PIOMBINO. Le case sono state fatte e vendute. Ma la convenzione stipulata tra costruttori e amministrazione comunale nel piano di lottizzazione è stata disattesa in alcune parti. E nel frattempo la convenzione è scaduta. «Insomma, il pubblico ha fatto un bel regalo al privato. Perchè?». La domanda è dei Cinque stelle ed è contenuta in un’interrogazione che sarà discussa oggi in consiglio. Al centro, le più recenti costruzioni bifamiliari della Tolla. Porto facciavista.

Le opere di urbanizzazione relative alle aree destinate a parcheggio pubblico (metri quadri 1.505), a verde pubblico (40.787 mq) e la strada pubblica carrabile e pedonale (per 1.722 mq) avrebbero dovuto essere cedute gratuitamente al Comune dall’Immobiliare Cocomazzi&C. e dall’Immobiliare Iu23. E avrebbero dovuto essere realizzate prima o contestualmente alla prima parte dell’operazione per la quale il Comune rilasciava la concessione edilizia. Ad oggi, invece, di parcheggi e verde pubblico neanche l’ombra, la proprietà dei terreni non è ancora stata ceduta al Comune e la strada ancora non è stata collaudata.

La convenzione a garanzia della piena esecuzione delle opere di urbanizzazione e di altri oneri previsti, prevedeva la costituzione, da parte dei lottizzanti, di una specifica polizza fidejussoria per un importo di € 460039,74.

La convenzione indicava anche la facoltà per il Comune di disporre di quella fidejussione nel modo più ampio in caso di inadempimenti e si riservava la facoltà di provvedere all'esecuzione delle opere a carico delle due imprese, rivalendosi nel caso in cui gli impegni non fossero stati onorati.

E allora, perchè l'amministrazione non fa valere gli obblighi previsti per i lottizzanti? Tra l’altro le opere di urbanizzazione indicate avrebbero dovuto essere cedute gratuitamente alla collettività e avrebbero dovuto essere realizzate prima o contestualmente alla prima costruzione.

«Considerando che le unità immobiliari sono state interamente vendute, come è stato possibile farlo, in mancanza del collaudo dell'unica strada di accesso, ottenere la certificazione di agibilità?», domandano ancora i Cinque stelle, ipotizzando, poi, che il non aver preteso il rispetto della convenzione nei termini stabiliti, possa configurarsi come un danno erariale. Concludono chiedendo al sindaco se non sia il caso di ricorrere ad un legale.(v.p.)

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