Alloggi, concorso per l’assegnazione
Il Tar respinge il ricorso presentato dalle guardia della penitenziaria
PORTO AZZURRO. Serve un concorso per assegnare alle guardie del carcere di Porto Azzurro gli alloggi di servizio nel complesso del Forte San Giacomo. È quanto ha stabilito il Tar della Toscana, con una sentenza depositata alla fine del mese di giugno, con la quale è stato dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un gruppo di agenti della polizia penitenziaria di Porto Azzurro, dipendenti del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia. I ricorrenti hanno agito per il riconoscimento del diritto alla fruizione dell'alloggio di servizio a titolo gratuito, in una sede riconosciuta come “sede disagiata”.
Alla pubblica udienza del 22 giugno 2016, il ricorso è stato introitato per la decisione.
I giudici al contrario hanno affermato che «per quanto impropriamente la posizione soggettiva dei dipendenti dell'amministrazione penitenziaria che aspirano ad ottenere un alloggio di servizio sia affermata come un diritto, in realtà essa deve piuttosto essere qualificata in termini di interesse legittimo». E se è vero che la finalità dell’amministrazione consiste nel tenere il dipendente più vicino alla sede di servizio e al tempo stesso soddisfare il più possibile le esigenze abitative dei dipendenti, «è altrettanto indubitabile – spiegano i giudici – che questi ultimi vantano al più una posizione giuridicamente tutelata come interesse legittimo pretensivo a che l'autorità svolga tempestivamente le relative procedure di assegnazione. E ciò per l'evidente ragione che gli alloggi di servizio sono beni patrimoniali indisponibili e, per loro natura, devono formare oggetto di concessioni di diritto pubblico». Oltretutto il numero degli alloggi è inferiore al numerod elle richieste, per questo è necessario che l'amministrazione ponga in essere le procedure comparative tra tutti gli aventi titolo «al fine di instaurare il rapporto concessorio».
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