Torna in calendario l’incontro tra Rebrab e Calenda
PIOMBINO. Avverrà entro il 5 agosto il confronto al Mise tra il Governo e i sindacati., ma il 27 si terrà un faccia a faccia tra il ministro Carlo Calenda e Issad Rebrab. A dare la notizia sono Fim,...
PIOMBINO. Avverrà entro il 5 agosto il confronto al Mise tra il Governo e i sindacati., ma il 27 si terrà un faccia a faccia tra il ministro Carlo Calenda e Issad Rebrab.
A dare la notizia sono Fim, Fiom e Uilm, che precisano così la notizia pubblicata domenica – sempre appresa da fonti sindacali – secondo cui a slittare ai primi di agosto sarebbero stati entrambi gli incontri.
In realtà non cambia la sostanza: Rebrab infatti vedrà il ministro dello Sviluppo economico in un incontro in cui il presidente di Cevital dovrà chiarire se e come intende dar corpo al progetto per il ritorno della produzione dell’acciaio a Piombino, per la realizzazione di un polo logistico portuale e di un impianto agroalimentare. Dovrà chiarire insomma se ha la possibilità – vista la situazione in Algeria – di mettere nel progetto proprie risorse, condizione essenziale per quel che l’imprenditore chiede al Governo, e cioè aiuto a trovare il credito.
Il successivo incontro col sindacato – condizionato ovviamente dall’esito del confronto del 27 tra Rebrab e Calenda – sarà incentrato su alcune delle risposte che il sindacato chiede all’azienda, e che per la loro importanza, sempre secondo l’interpretazione sindacale, hanno richiesto appunto qualche giorni di tempo in più.
Il sindacato cioè, mantenendo la propria impostazione che prevede i contratti di solidarietà per tutti i lavoratori che entreranno in Aferpi dalla cassa integrazione entro il 6 novembre, vuole nero su bianco le tempistiche dei rientri e le modalità con cui verranno gestiti.
Il sindacato sostiene che, se nei conti finali del progetto Cevital mancano 500-600 posti di lavoro (di fatto quelli spariti dal progetto dell’agroalimentare) deve essere Aferpi a farsene carico in base agli accordi dell’anno scorso. Ma Fim, Fiom e Uilm chiamano in causa anche il Governo, che da sempre il sindacato indica come il garante di quell’accordo. (cloz)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
