Il Tirreno

Quasi 250 famiglie seguite dall’Asl

Quasi 250 famiglie seguite dall’Asl

Assistenza sociale, numeri in crescita: «Pensiamo a un centro di accoglienza»

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PORTOFERRAIO. Sono 243 i nuclei familiari seguiti dal servizio di assistenza sociale dell'Asl isolana ed hanno ricevuto interventi economici a contrasto della povertà nell'anno 2015. Nello stesso periodo il servizio ha erogato anche 406 interventi urgenti per altre situazioni impreviste e tutte le azioni a sostegno del reddito sono frutto di un regolamento adottato in sede di Conferenza zonale dei Sindaci dell'Elba.

È questa una estrema sintesi dell’impegno del settore dell’assistenza sociale che ha inoltre in carico circa 40 nuclei familiari in grave disagio abitativo, fino ad arrivare a casi di senza tetto. Questi dati li ha segnalati la dottoressa Anna Garfagnini, che segue questo settore delicato e fondamentale, interpellata dal Circolo Pertini, da Don Gianni Mariani e la Caritas, enti di volontariato impegnati a promuovere un progetto teso a favorire la realizzazione sull'isola di un centro di accoglienza, per tentare di risolvere situazioni di persone in pesante difficoltà. E il servizio di assistenza sociale si occupa anche di violenze di genere subite di solito in ambito familiare da donne, bambini, anziani, disabili.

«In questo settore- specifica Garfagnini- I Comuni isolani hanno delegato la gestione delle materie sociali, finanziate dalla Regione, dallo Stato centrale e dalle amministrazioni locali, all'Asl zona Elba. Per quello che riguarda la disabilità l'Asl, oltre ai sostegni economici previsti dalla legge 104, erogati ogni anno una tantum, predispone interventi mirati all'inserimento socio-lavorativo di soggetti diversamente abili e di portatori di disagio psichico. Dalle analisi emerge chiaro, secondo il Pertini e i volontari seguiti da Don Gianni, il bisogno di un Centro di accoglienza sull'isola e per questo nasce tale impegno teso a creare una struttura ad hoc. «Ci rivolgeremo ai Comuni e a tutti gli altri enti pubblici e privati, che potrebbero sostenere un progetto ad hoc che predisporremo. Centinaia di persone sono in difficoltà economiche, anziani nella marginalità e ci sono violenze in ambito familiare, poi extracomunitari nel disagio abitativo e altro di negativo, realtà che portano alla necessità di attuare tale Centro, che suggeriamo di intitolare alla memoria di Paola Berti, preside prematuramente scomparsa». (s.b.)

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