Il Tirreno

È caduta la giunta Lambardi

di Luca Centini
È caduta la giunta Lambardi

Sette consiglieri si dimettono in blocco: a Campo arriva il commissario

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CAMPO NELL’ELBA. La doccia fredda è arrivata di prima mattina, a poche ore dall’appello alla responsabilità lanciato dal sindaco Lorenzo Lambardi nel consiglio comunale di giovedì sera. Ieri mattina sette consiglieri si sono presentati nello studio di un notaio di Portoferraio e hanno rassegnato le proprie dimissioni contestuali, determinando così lo scioglimento del consiglio comunale e il commissariamento nel pieno della stagione estiva del Comune di Campo nell’Elba.

Si chiude così, a freddo, l’esperienza del sindaco Lambardi il cui destino amministrativo era appeso a un filo da giorni. Da quando gli assessori Eleonora Scotto di Santolo ed Emanuele Mazzei avevano rimesso le deleghe, uscendo dalla maggioranza campese. Lambardi si era trovato a gestire il Comune senza avere più i numeri per farlo, visto che poteva contare su quattro consiglieri, a fronte degli otto usciti dalla maggioranza. Adesso il Comune campese si trova, di fatto, senza una guida amministrativa: una fine che si è materializzata con le stesse modalità della caduta dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino. E non sono chiari i motivi alla base della rottura, argomentata dagli assessori uscenti solo con una nota stampa inviata alcuni giorni fa, nella quale si alludeva genericamente alle ingerenze del Pd nelle strategie e nella vita amministrativa campese.

Il colpo a sangue freddo.

I sette consiglieri che hanno rassegnato le dimissioni sono Roselba Danesi, Alessandro Galli, Emanuele Mazzei, Luisa Moretto, Eleonora Scotto di Santolo, Sergio Spinetti e Vanno Segnini (manca solo Walter Martorella di nuovo Progetto per Campo) ieri mattina presso lo studio di un notaio portoferraiese. Quindi uno dei consiglieri, su delega degli altri sei dimissionari, si è recato in Comune per protocollare il documento. Le dimissioni della metà più uno dei consiglieri determina lo scioglimento del consiglio comunale e, di fatto, la fine dell'attuale amministrazione. Lambardi, già in mattinata, ha comunicato quanto accaduto alla Prefettura che nel giro di pochi giorni invierà a Campo nell’Elba un commissario, nel pieno della stagione turistica. Ieri mattina nessuno tra i consiglieri dimissionari ha rilasciato dichiarazioni: è presumibile che la scelta delle dimissioni in blocco sia stata compiuta per ridurre i tempi dell’agonia della giunta. Ma è vero allo stesso tempo che in questo modo l’esperienza amministrativa viene archiviata senza una discussione davanti ai cittadini, in consiglio comunale. Senza che chi ha votato per la lista composta dai movimenti Punto e a Campo e Rinascita campese possa assistere ad un confronto aperto e conoscere i veri motivi della rottura.

L’ultimo consiglio.

Nel consiglio comunale di giovedì sera Lambardi si era appellato al senso di responsabilità dei consiglieri comunali, prima di portare all'approvazione del consiglio la variante al piano di fabbricazione, fondamentale per i lavori dell'aeroporto. L'appello, evidentemente, è caduto nel vuoto, così come è caduta nel vuoto la sfida lanciata ai consiglieri fuori dalla maggioranza: «Presentate una mozione di sfiducia e misuriamoci in consiglio».

Il capogruppo di minoranza Vanno Segnini, del resto, aveva ridotto ai minimi termini le ipotesi di dialogo con Lambardi nel corso della sua dichiarazione di voto, interrotta rumorosamente dal pubblico quando si è fatto di nuovo riferimento al rapporto tra la giunta e il Pd della Val di Cornia: «Diamo il voto sull’aeroporto – aveva spiegato Segnini – ma non pensi il sindaco che questo possa essere un soccorso alla sua, ormai, dissolta maggioranza. Per fortuna dei campesi oggi la condivisione dei suoi consiglieri nel suo operato viene a mancare ed in un tempo più o meno breve lei dovrà cessare il suo incarico». Sono invece rimasti in silenzio per tutta la seduta consiliare i due assessori Di Santolo e Mazzei. A parlare per loro sono state le dimissioni firmate nello studio del notaio, solo poche ore dopo.

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