La giunta Lambardi vuole lottare Si va verso la mozione di sfiducia
Il sindaco non è intenzionato a dimettersi dopo il consiglio comunale di giovedì prossimo Sarà dunque la minoranza a dover prendere l’iniziativa chiedendo la prova dei numeri in consiglio
CAMPO NELL’ELBA. Sarà una mozione di sfiducia presentata dalla minoranza consiliare a chiudere, in un modo o nell’altro, la crisi della giunta di Campo nell’Elba guidata dal sindaco Lorenzo Lambardi, dopo che nei giorni scorsi si sono dimessi i due assessori di Rinascita Campese Eleonora Scotto di Santolo ed Emanuele Mazzei.
È questo lo scenario più probabile che si sta delineando dopo pochi giorni dall’ennesimo strappo che si è consumato all’interno dell’ormai ex maggioranza (ad oggi sono quattro i consiglieri schierati con Lambardi, otto quelli fuori dall’orbita della maggioranza).
Questo perché il primo cittadino campese non è assolutamente intenzionato a rassegnare le dimissioni nel corso del consiglio comunale in programma il prossimo 21 luglio, nel corso del quale sarà portata all’approvazione la variante al piano di fabbricazione, fondamentale per la realizzazione dei lavori di ampliamento dell’aeroporto della Pila.
Lambardi va avanti.
Il sindaco di Campo nell’Elba non ha nascosto l’amarezza e la delusione per «il voltafaccia» dei due assessori che si sono posti al di fuori della maggioranza. I numeri sono impietosi nei confronti del primo cittadino, che ha dei margini particolarmente esigui per tentare una ricomposizione di una maggioranza. In questo contesto si inserisce il pressing della minoranza consiliare che chiede al sindaco di farsi da parte. Una scelta che, tuttavia, il primo cittadino di Campo nell’Elba non compierà. Il sindaco ha già fatto sapere di voler arrivare all’approvazione della variante al piano di fabbricazione nel consiglio del 21 luglio. Ma non è tutto. La giunta, sentendosi con la coscienza a posto, è intenzionata ad affrontare a viso aperto - in consiglio comunale - la crisi, misurandosi sulla base di una mozione di sfiducia che per legge dovrà essere ben motivata. In altre parole chi vuol far cadere Lambardi dovrà assumere l’iniziativa, presentando una mozione di sfiducia motivata che dovrà essere discussa in modo approfondito in una seduta del consiglio comunale convocata obbligatoriamente tra i dieci e i trenta giorni dalla notifica. Il destino di Lambardi e della sua giunta, dunque, dovrebbe chiarirsi tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.
Palla all’opposizione.
La minoranza consiliare, in queste ore, è in attesa della decisione del sindaco, a cui è stato chiesto pubblicamente di dimettersi subito dopo l’approvazione della variante al piano di fabbricazione, nella seduta consiliare del 21 luglio.
In questo caso per Campo nell’Elba si profilerebbe la stessa dinamica accaduta a Rio Marina nella primavera del 2012, quando la sindaca Paola Mancuso si dimise, il consiglio comunale venne sciolto e, al posto del sindaco, subentrò il commissario prefettizio Girolamo Bonfissuto che guidò il Comune fino alle elezioni, che si tennero nel maggio del 2013. Per alcuni mesi il Comune di Campo sarebbe amministrato da un commissario, che avrebbe come unico mandato quello di gestire l’ordinaria amministrazione accompagnando l’ente fino alla prima tornata elettorale utile. Un salto nel buio, questo è certo.
Ma senza le dimissioni del primo cittadino campese Lorenzo Lambardi la minoranza dovrà assumere l’iniziativa, presentando una mozione di sfiducia che, per legge, dovrà essere ben motivata e sottoscritta almeno da due quinti del consiglio comunale (almeno cinque consiglieri). In pratica, ai quattro consiglieri del gruppo di minoranza Nuovo Progetto per Campo, dovrà aggiungersi almeno uno dei quattro consiglieri che nel corso di questi mesi si sono posti fuori dall’orbita della maggioranza guidata da Lambardi.
La stessa mozione dovrà passare con il voto di almeno sette consiglieri che si esprimeranno su appello nominale.
È sulla base di questi numeri che si gioca il futuro della giunta Lambardi e, in generale, di Campo nell’Elba.
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