Il Tirreno

In 1500 a cercare fortuna all’estero

di Claudia Guarino
In 1500 a cercare fortuna all’estero

Numeri in crescita, con molti giovani che scelgono di partire. Ma c’è anche chi resta sfruttando la propria professionalità

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PIOMBINO. C’è chi decide di partire, di lasciare la Val di Cornia e l’Italia per crearsi una vita all’estero. E c’è chi invece resta, scommettendo sul territorio e sulle sue risorse per creare imprese o gestire attività. Gli iscritti all’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, nei Comuni della Val di Cornia sono 1.544, mentre, negli stessi Comuni, alla data del 31 dicembre 2015, risultavano attive 5.040 imprese.

Abbiamo scelto di raccontare alcune storie di persone che rimangono e di quelle partite dando voce, attraverso una serie di articoli che usciranno a puntate, sia a chi ha scelto la Val di Cornia, sia a chi ha preferito realizzare la propria vita fuori dai confini nazionali.

Così abbiamo parlato col barman piombinese che ha lavorato a Londra e Bruxelles, per poi scegliere Liverpool come sua nuova casa. Col manager venturinese che, cominciando con uno stage a Londra, è poi diventato web manager a Ginevra. Ma anche con la chef sanvincenzina, che ha girato il mondo per lavoro e ha poi deciso di tornare in paese, perché è troppo legata al suo mare. E con chi ha scommesso sulla terra, puntando sull’impresa agricola e sul ritorno alle antiche radici del nostro territorio. Sono uomini e donne della Val di Cornia, hanno storie diverse, ma in comune c’è la passione con cui svolgono la loro attività. A Venturina, Piombino, Suvereto, San Vincenzo o all'estero.

Per avere un’idea di quante persone, dalla Val di Cornia hanno varcato i confini nazionali c’è dunque l’Aire. Negli elenchi dei vari Comuni sono registrate 1.544 persone. Nel dettaglio, gli iscritti all’Aire a Piombino sono 982 e hanno trasferito la loro residenza in 49 Stati del mondo. La maggior parte si è spostata all’interno dell’Unione Europea, tra le mete più diffuse Belgio, Francia, Germania e Spagna. Ma qualcuno ha scelto Paesi molto più lontani, cinque ad esempio risultano residenti in Bahrein, 12 negli Emirati Arabi Uniti, 18 in Sudafrica e tre in Thailandia.

Gli iscritti all’Aire del Comune di San Vincenzo sono 213. Anche in questo caso la maggior parte delle volte risultano residenti nei Paesi Ue, ma anche in Svizzera e Stati Uniti. Tre sono volati in Cina e due nella Repubblica moldava. A Suvereto i cittadini iscritti all’Aire sono 96, uno dei quali è residente in Mali e tre in Zimbabwe. Il numero di Campiglia Marittima è infine 253, in questo caso non ci sono stati forniti i dettagli sui Paesi di residenza.

I numeri dell’Aire danno conto di un fenomeno, ma non lo esauriscono. Non sono tenuti a iscriversi, infatti, quanti si recano all’estero per meno di un anno, ad esempio per motivi di studio. E accade che all’Aire delle varie amministrazioni siano iscritte anche persone che non hanno mai davvero risieduto in quei territori, è il caso dei figli di un immigrato italiano all’estero, che acquisiscono la cittadinanza italiana e quindi la residenza in un determinato Comune. In ogni caso tutte le amministrazioni comunali spiegano che, pur non avendo una statistica precisa, gli iscritti sono aumentati gradualmente ogni anno.

C’è chi va e chi resta. E qualcuno fa impresa. Secondo le statistiche della Regione sono 5.040 le imprese attive in Val di Cornia. 1.292 a Campiglia, 733 a San Vincenzo, 427 a Suvereto e 2.588 a Piombino. Ogni unità è composta da persone o gruppi di persone. E ognuna di loro ha una storia. Il Tirreno ne racconterà qualcuna.

(1 - continua)

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