Il Tirreno

«Così è un colpo basso, sono amareggiato»

di Luca Centini
Lorenzo Lambardi
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Lorenzo Lambardi

Il sindaco riflette sulle dimissioni: «Ho lavorato solo per Campo, non ho recriminazioni»

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CAMPO NELL'ELBA. «Sono sereno, ma al tempo stesso deluso. Soprattutto a livello umano e personale». Lorenzo Lambardi non nasconde l’amarezza per l’evolversi della crisi della sua giunta, in seguito alle dimissioni presentate dagli assessori Eleonora Scotto di Santolo ed Emanuele Mazzei. Un colpo basso, per il primo cittadino campese che ha appreso la notizia ieri mattina. «Sono venuto a conoscenza delle dimissioni per caso – racconta Lambardi – sono passato dall’ufficio protocollo del Comune e ho trovato lì, assieme ad altre persone, l’assessore Di Santolo. Sono amareggiato per come si è arrivati a questa situazione, fino a poche ore fa sembrava andasse tutto bene e invece sotto sotto... Quanto accaduto è una scorrettezza assoluta, un voltafaccia».

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Nel pomeriggio di ieri Lambardi ha incontrato i consiglieri di maggioranza rimasti. Nelle prossime ore il sindaco deciderà come comportarsi. Ieri, però, è stato il giorno del dispiacere. «Io sono molto sereno, non ho recriminazioni. Sono certo di aver svolto il compito affidatomi dai cittadini con disciplina e onore, come è richiesto a un sindaco – racconta Lambardi – per amministrare occorre correttezza e pazienza, doti che forse a qualcuno sono venute a mancare. Ho subito un voltafaccia che sinceramente mi ha deluso».

Gli assessori Di Santolo e Mazzei rimproverano al sindaco di anteporre gli interessi del suo partito (il Pd) a quelli dei cittadini campesi. Lambardi rispedisce al mittente le accuse. «Gli assessori dicono che c’è malumore tra i cittadini? Allora farebbero bene ad interrogarsi sul proprio operato, visto che fino a poche ore fa detenevano alcune tra le deleghe più importanti. In questi anni ho lavorato dodici ore al giorno in Comune: l’ho fatto per i cittadini di Campo e non certo per un partito, di cui - è bene chiarire - faccio parte con orgoglio. Purtroppo a Campo si vive una situazione strana, ho sempre voluto lavorare per unire e per non dividere, eppure non si riesce ad andare oltre le etichette politiche e ai pregiudizi che in realtà come questa non hanno senso. Forse, fin dall’inizio, avrei dovuto ponderare meglio alcune scelte». Il pensiero di Lambardi va fin all’origine della sua avventura amministrativa, basata su un rapporto tra centrodestra e centrosinistra che non è mai decollato.

«Quali sono i veri motivi dell’uscita degli assessori? Non credo ci sia solo nella variegata appartenenza politica – spiega Lambardi – piuttosto non si è compreso bene quanto sia complicato amministrare oggi. Per dare riposte, anche solo per stendere un centimetro di asfalto, serve tempo. Evidentemente c’è chi non capisce questo, chi non ha pazienza e usa questo come pretesto per far saltare il banco». Lambardi avrà poco tempo per riflettere: «Cercherò di riflettere sulle reali motivazioni di questa crisi e sulle scelte che non saranno nel mio interesse ma nell’interesse di Campo che, comunque, andrà avanti con o senza Lambardi».
 

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