Una strategia per il rilancio De Rosas: «Decisiva la gente»
MARINA DI CAMPO. Tutti d'accordo, per rilanciare il "Festival dei bambini" ci vuole Michela Gargiulo e le sue 50 mamme volontarie che nel 2013 realizzarono la prima edizione dell'evento di Sant'Ilario...
MARINA DI CAMPO. Tutti d'accordo, per rilanciare il "Festival dei bambini" ci vuole Michela Gargiulo e le sue 50 mamme volontarie che nel 2013 realizzarono la prima edizione dell'evento di Sant'Ilario e fu un successo. Ne sono convinti Franco De Simone della Confcommercio, Andrea Rossi della Gestione associata per il turismo e Simone De Rosas vicesindaco del Comune di Campo nell'Elba. E la riflessione sulla nuova edizione del festival è nata su facebook, dove De Simone ha detto: «Ci vogliono persone motivate, risorse economiche, regie e collaborazioni diffuse, vanno coinvolti i volontari in anticipo e l'appuntamento deve essere annunciato per tempo». E Andrea Rossi, della Gestione associata per il turismo capoliverese, dettaglia. «Noi ci occupiamo solo della comunicazione e in effetti in questa ultima edizione del Festival c'è stato qualche intoppo organizzativo. La prima edizione del 2013 fu ben costruita perché esisteva una gestione dal basso, una vera partecipazione. Quest'anno abbiamo promosso anche il progetto "Isola dei bimbi" da maggio a giugno: occorre un intreccio forte tra Enti e volontariato».
Poi anche il vicesindaco De Rosas conviene: «Nell'ultima edizione c'è stato un risultato minore, ma andiamo lo stesso orgogliosi. Avevamo poche risorse economiche, solo circa 5000 euro e Michela Gargiulo e l'artista Luca Polesi ci hanno dato una mano. Nella prima edizione furono impiegati 30 mila euro, mentre nel 2014 non ci fu la festa per scelta dell'Amministrazione Segnini; lo scorso anno la Gestione associata affidò la realizzazione del Festival all'agenzia "Terzo studio", ma non fu un nuovo successo. Occorre rimettere in campo il movimento di volontariato originario. Solo una forte partecipazione delle gente alla costruzione dell'evento dà risultati». E Michela Gargiulo che ne pensa? «Ho ideato e organizzato il festival il primo anno, lavorando gratuitamente per nove mesi. Creai un'associazione di volontariato con mamme, nonni, babbi e ragazzi, per partecipare ai bandi e riuscire a coprire le spese di concerti, attrezzature e tutti gli impegni. E' stata un'esperienza bellissima. L'anno successivo il Comune non ha preso impegni e quindi abbiamo dovuto rinunciare chiudendo l'associazione».
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