Il presidio
Assolto il sindaco Andrea Ciumei da abuso e turbativa d’asta
Anche il pm aveva chiesto il proscioglimento del primo cittadino e degli altri quattro imputati E lui adesso si sfoga: «Il Comune ora è parte civile. Da accusati passeremo ad accusatori»
MARCIANA MARINA. Assolti perché il fatto non sussiste.
È la sentenza emessa dal Tribunale di Livorno nei confronti del sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei, accusato, insieme ad altre quattro persone dei reati di abuso d'ufficio e turbativa d'asta.
La vicenda riguarda la gestione del porto turistico marinese su cui indagò la Guardia di Finanza, coordinata dal Pm Luca Masini.
Insieme al sindaco Ciumei erano sul banco degli imputati il fratello Stefano Ciumei, all'epoca dei fatti vicepresidente del Circolo della Vela di Marciana Marina, Gianfranco Linari e Giulio Schenone (assente all'udienza di mercoledì 13 luglio),entrambi imprenditori dell'Impresa Portofino srl che ottenne la gestione del porto in un'Associazione Temporanea d'Impresa con il circolo della Vela e Società eventi, e l'architetto Bruno Grasso.
Con loro in aula i difensori Girardi e Marzaduri, Barghini, Copello, e Calvani.
Sul banco dei testimoni, Rosario Navarra, tecnico del comune di Marciana Marina e Giuseppe Adriani, imprenditore fiorentino e vicepresidente del circolo della vela. In questa ultima udienza sono state ricostruite, attraverso i testimoni, le fasi che hanno portato alla nascita dell'Ati per la gestione del porto con la Portofino srl.
È stato quindi il Pubblico Ministero Cappellacci a chiedere l'assoluzione per i cinque accusati facendo notare che tra i capi di imputazione e i calendari di condotta non c'era collegamento.
Ed è quanto ha deciso anche il collegio che, dopo quattro ani di processo, ha assolto i cinque perché il fatto non sussiste, riservandosi 70 giorni, al termine dei quali saranno rese note le motivazioni della sentenza.
«È una grande soddisfazione - ha commentato Andrea Ciumei all'uscita dal Tribunale - sembra ovvio dirlo, ma bisogna riflettere su quello che è stato il processo. Rimane l'amaro in bocca. Dagli atti processuali viene fuori una strategia messa in atto da persone che a tutto guardavano meno agli interessi del comune».
Al sindaco resta infatti l'amarezza di essere stato trascinato in questa vicenda e non da solo.
«Ci hanno trascinato anche mio fratello - ha commentato - e parliamo non solo di abuso di ufficio e turbativa d'asta che oggi si sono risolti. Non ci dimentichiamo che io ed altri eravamo anche accusati di corruzione. Oggi abbiamo capito però che bisogna sempre credere nella giustizia e non lo dico come frase di circostanza ma perché la giustizia in questo paese è inesorabile».
Secondo il difensore del sindaco Massimo Girardi, con la sentenza di mercoledì è stata ristabilita la verità in un processo che non doveva neanche essere fatto.
«Lo hanno voluto fare a tutti i costi - ha commentato - oggi rinunciando il pubblico ministero a tutti i testi e criticando che l'aveva preceduto non abbiamo più dubbi su questo. È un'assoluzione piena, totale per queste persone che hanno subito questa gogna giudiziaria».
Un esito previsto e che non poteva andare diversamente secondo l’altro l'avvocato in udienza in quanto un processo in cui si era partiti: «Da suggestioni, pretesti e situazioni che non avevano nessun collegamento con la realtà - ha commentato - e così siamo arrivati a quattro anni di spese e di assoluto stress da parte degli imputati». Quindi tutti sollevati e contenti, per una vicenda che finalmente si è chiusa, ma non del tutto per quanto riguarda Andrea Ciumei che non ha intenzione di soprassedere ma di andare fino in fondo. «Sono convinto che la questione non si chiudA qui - ha detto - perché l'aver nominato un avvocato di parte civile ( da parte del Comune ndr) e avere a disposizione alcuni principi del foro, ci mette ora in condizione di poter spulciare gli atti processuali e di immaginare un prosieguo, una seconda puntata, che non ci vedrà come accusati ma, senz'altro, come accusanti».
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