Limantria, l’incubo finisce «Il loro ciclo è allo scadere»
PORTOFERRAIO. Ancora una settimana e poi della limantria se ne perderanno le tracce. Lo dichiara Leonardo Forbicioni, entomologo, nonché esperto del mondo vegetale e animale dell'isola d'Elba e dell'a...
PORTOFERRAIO. Ancora una settimana e poi della limantria se ne perderanno le tracce. Lo dichiara Leonardo Forbicioni, entomologo, nonché esperto del mondo vegetale e animale dell'isola d'Elba e dell'arcipelago toscano. È il ciclo naturale di questo lepidottero che quest'anno ha fatto registrare un'eccessiva presenza e un elevato aumento di popolazione.
«È un insetto indigeno - dichiara l'esperto - C'è sempre stato, qui da noi. Solo che, se si verificano certe condizioni climatiche così particolari come quelle che abbiamo appena vissuto nello scorso inverno (non fortemente rigido e secco), ecco che l'esplosione di questo lepidottero prende i contorni di una vera e propria invasione». Ma ciò che ha maggiormente preoccupato la popolazione elbana, soprattutto quella del versante orientale, è la defogliazione delle piante di leccio e delle querce. I rami sono completamente privi di foglie, perché questo insaziabile bruco si nutre in maniera spropositata del fogliame e non si stacca dal ramo fino a quando non lo ha completamente privato di verde. «È vero - attesta Forbicioni - Ma stiamo attenti: ci troviamo che fare con piante che sono sempre verdi. È vero che non presentano più foglie, ma la pianta è viva, non è morta. Se attendiamo qualche tempo, vedremo che l'albero rigenererà altre foglie che formeranno l'ombrello cui siamo abituati a vederlo e non ci farà più impressione quando lo noteremo su per il Volterraio o lungo la Parata in direzione del Cavo. La tecnica che è stata usata dal parco, in questo caso specifico è corretta e perfettamente condivisibile. Non è stato praticato nessun prodotto che avrebbe sì ucciso l'insetto ma anche con lui gli altri individui che invece operano nel senso positivo nel nostro bosco e sottobosco. C'è stato un periodo in cui si assisteva a casi di processionaria del pino; poi anche questi ridotti e riportati alla normalità. Quest'estate è stata caratterizzata al suo inizio dalla limantria, insetto non pericoloso per l'uomo, del quale, tra poco, non sentiremo più parlare. Finisce il ciclo della sua esistenza e ripeto, ne abbiamo visto in così numero elevato, grazie alle condizioni del clima».
Invece un insetto, anzi, due insetti "alieni" per l'Elba e l'arcipelago sono il punteruolo rosso e il cinipide del castagno. «Mentre per quest'ultimo si notano dei progressi nel contrastare e fermare il diffondersi della sua azione killer il punteruolo rosso invece non si riesce a estirparlo come si addice. Per di più è costoso il trattamento delle palme attaccate da questo animaletto. E non esiste un rimedio efficace a debellarlo come si conviene in questi casi». (l.c.)
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