Il Tirreno

«Patrimonio naturale ancora intatto grazie ai cacciatori»

di Cecilia Cecchi
«Patrimonio naturale ancora intatto grazie ai cacciatori»

Interviene Fulcheris, portavoce del circolo Libera Caccia Attacco al Wwf: pensa di aver sempre ragione a prescindere

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PIOMBINO. «La gestione del promontorio grazie anche al mondo venatorio più illuminato, ha consentito negli anni di conservare pressochè intatto l’immenso patrimonio naturalistico». Voce ad Alessandro Fulcheris portavoce dell’Associazione nazionale Libera Caccia Circolo di Piombino. Da fine maggio si parla di una raccolta firme per eliminare la caccia sul promontorio; ancora da capire chi la porta avanti (né Wwf o altri ambientalisti) e dove. Poi il sindaco che paventa, considerando della partita i cacciatori, quasi l’“esproprio” di aree di proprietà privata. A fare scudo per l’ambiente Paolo Maria Politi, piombinese che per molti anni ha orchestrato il Wwf in questo spicchio di Toscana.

E non si sa niente di più sulla trattativa tra Federcaccia, Arci Caccia e Libera Caccia (totale circa 700 iscritti) per il rinnovo degli appostamenti.

Ma il silenzio è rotto. «Da tempo – ricorda Fulcheris – non avevamo il piacere di imbatterci nel testo a tutta pagina dove Paolo Maria Politi , indiscusso guru del Wwf locale , tuona contro la caccia e chi la amministra. A Piombino, finalmente, il promontorio sarà protetto e la smetta il sindaco di lisciare il pelo ai cacciatori: dimostri di avere coraggio e chiuda la caccia: in sintesi il sunto del Politi-pensiero».

Interessi sociali. «All’interlocutore sfugge – spiega – il senso di quella cosuccia che si chiama “democrazia”: quella cosa secondo la quale in un consesso sociale, chi è eletto secondo i dettami della Repubblica e non secondo i desiderata del Wwf, prende decisioni cercando di contemperare gli interessi sociali facendosi carico del bene comune. Il sindaco ha dimostrato, nel caso, di sapere cosa vuol dire amministrare e ha cercato una sintesi tra i vari portatori di interesse rispetto all’area del promontorio: si cercherà di regolamentarne la fruizione, rispettando la vulnerabilità dell’area, attraverso un tavolo che raccolga le giuste istanze delle parti interessate, turisti, escursionisti, boscaioli, bird-watcher, e persino dei cacciatori. Ma si sa – aggiunge Fulcheris – tutto questo viene visto e definito da Politi e dal Wwf come una commistione di interessi politico-venatori; nel Dna della tanto osannata associazione locale è sempre ben vivo e resistente il postulato del “noi abbiamo ragione a prescindere”, e chi non sta con noi è per forza un inquinatore, un cementificatore, un turpe portatore di interessi venatori, quand’anche un distruttore di natura e di habitat. Quella che è una tradizione locale e popolare, che affonda le radici all’alba dello scorso secolo e che si rinnova di anno in anno nella costante migrazione dei colombacci, viene definita da Politi, “un’ atavica alleanza calcificata che tiene in ostaggio i politici locali”».

Gestione e difesa. «Non lo sfiora il fatto – sottolinea – che invece la gestione del promontorio piombinese, anche e soprattutto da parte del mondo venatorio più illuminato, abbia consentito negli anni di conservare pressochè intatto l’immenso patrimonio naturalistico e che i politici locali l’abbiano capito e per questo abbiano sempre cercato il confronto con i cacciatori. I capanni di caccia, definiti in maniera sprezzante, non servono ad aumentare la pressione venatoria ma a razionalizzarla, nel rispetto delle normative regionali; se si aumenta il loro numero (Politi lo sa bene ma deve per forza fare demagogia di bassa lega) si eliminano i cacciatori vaganti che non sono assoggettabili a nessun controllo e si rendono più responsabilizzati coloro che invece cacciano da una postazione fissa. Ottimo quindi l’intervento del sindaco, teso ad una corretta gestione e fruibilità del promontorio, attraverso il coinvolgimento anche dell’ associazionismo venatorio; fuorviante l’invito del Wwf ad avere “più coraggio”, invito subdolo che ha l’unico scopo di vietare, qui, la caccia – conclude – La caccia sul promontorio, quella caccia che noi amiamo, che rispettiamo, che fa parte dei nostri usi, dei nostri costumi, e delle nostre tradizioni piombinesi sopravviverà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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