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«Cevital, i numeri cambiano si faccia subito chiarezza»
PIOMBINO. La minoranza di Coordinamento articolo 1 interviene dopo il nostro articolo sulla richiesta inviata da Aferpi in Regione per avere l’autorizzazione a realizzare il forno elettrico. «Da...
PIOMBINO. La minoranza di Coordinamento articolo 1 interviene dopo il nostro articolo sulla richiesta inviata da Aferpi in Regione per avere l’autorizzazione a realizzare il forno elettrico.
«Da quanto si apprende - scrivono - dall' articolo pubblicato dal Tirreno in riferimento alla vertenza Aferpi, sembra che il piano industriale presentato il 15 aprile sul quale si basano tutti gli accordi finora sottoscritti (e sul quale il Mise ha dato parere favorevole) sia stato completamente stravolto. Sembra che il piano industriale che conosciamo sia stato aumentato nella tempistica (dal 2020 al 2022), e diminuito negli organici (non più 2200 ma 1900 ), anche per quel che riguarda i numeri degli addetti all'agroindustriale e alla logistica. Il piano originario prevedeva a regime una produzione/vendita di acciai di qualità e speciali di 2 milioni di tonnellate di prodotti finiti (rotaie, barre e vergella) con due forni elettrici: il nuovo piano prevede un solo forno elettrico e una produzione di un milione di tonnellate di acciaio. Il piano originario prevedeva la piena occupazione nel 2020 con 2200 unità mentre il nuovo invece sancisce che la piena occupazione ci sarà nel 2022 e le unità occupate saranno 1900. Nella tabella (vedi sopra, ndr) si può notare che i lavoratori assunti in Aferpi e Piombino Logistics alla data 31.12.2016 saranno 750, questo appare in evidente contrasto agli accordi che prevedevano alla scadenza del 06.11.2016 l'assunzione della totalità dei lavoratori in Aferpi e/o Piombino Logistics. Nel vecchio piano,per quanto riguarda l'indotto, era previsto il riassorbimento della quasi totalità dei lavoratori dell'indotto 600 unità; nel nuovo piano è previsto un massimo di 350 unità, perché buona parte delle attività delle imprese dell'indotto verranno svolte dal personale diretto di Aferpi , quindi una diminuzione di 250 posti di lavoro».
«Noi chiediamo a Cevital ed Aferpi: dopo un anno di assenza mediatica, ora che in un documento ufficiale siete costretti a dare dei numeri, volete avere la decenza di spiegare ai lavoratori e ai cittadini di questo territorio quali sono realmente i vostri programmi e le vostre intenzioni?»
«A tutti coloro (istituzioni e sindacati) che dovrebbero lavorare per controllare e obbligare Cevital al rispetto degli accordi firmati vogliamo chiedere: siamo gli unici ad esserci resi conto che Cevital, sembra abbia unilateralmente cancellato gli accordi e li abbia riscritti a suo unico vantaggio?»
«Ed ora che appare tutto evidente, cosa intendono fare?»
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