Il Tirreno

«Più presenze, l’archeologia è di tutti»

di Guido Fiorini
«Più presenze, l’archeologia è di tutti»

Parla il presidente Francesco Ghizzani Marcìa: apriremo nuove aree alle visite. E ricostruiamo anche un tempio

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PIOMBINO. Baratti e Populonia devono diventare parchi archeologici sempre più fruibili dal grande pubblico, capaci di dare emozioni anche ai non esperti del settore: è questo l’obiettivo di Francesco Ghizzani Marcìa (nella foto a destra), presidente della Parchi Val di Cornia da quasi cinque mesi. Presto verranno anche aperte nuove aree per i visitatori. Ma il giovane presidente parla anche del Castello, a Piombino, che finalmente riapre (il 9 luglio) dopo che, nell’ottobre scorso, fu colpito da un fulmine che distrusse tutta l’impiantistica: «Anche questo deve diventare un museo più frequentato, patrimonio prima di tutto dei piombinesi, poi dei turisti. È bellissimo, ci sono opere uniche, compresi gli originali delle fonti di Marina, eppure finora ha pagato una certa mancanza di visibilità. Ci lavoreremo».

Le aree archeologiche. Per il nuovo Cda della Parchi, oltre a lui ci sono Maria Antonietta Schiavina e il neoentrato Giovanni Calì, l’obiettivo è aumentare le presenze, al momento attestate sulle 30.000 all’anno. Intanto è stato siglato l’accordo con il Mibac (Ministero dei beni e delle attività culturali) che rinnova per tre anni la concessione al Comune per la gestione delle aree.

«Abbiamo lavorato sodo per rimettere a posto quanto era stato danneggiato dall’alluvione del 28 ottobre. In particolare c’era stato un cedimento alla tomba dei carri, che l’aveva resa inagibile. Adesso è tornata in tutto il suo splendore e si può visitare».

Su cosa puntate per incrementare le presenze?

«Vogliamo che queste aree archeologiche trasmettano emozioni. Purtroppo gran parte dei palazzi dell’Acropoli di Populonia sono stati smantellati secoli fa per costruire il castello. Avevano le pietre a portata di mano... Noi stiamo lavorando per ricostruire un tempio, con dei materiali particolari e per aprire al pubblico nuove aree, mai viste da nessuno se non dagli archeologi delle università. Io credo che l’archeologia non possa restare una materia per pochi, ma va resa fruibile a tutti. Anche le nostre guide, in questo, possono dare una grossa mano».

E la ricerca?

«Nell’accordo con il Mibac c’è anche una parte dedicata alla Soprintendenza. Si continuerà a scavare, sia a Baratti che a Populonia. Ma non sulla spiaggia: gli ultimi lavori, fonte di tante polemiche, sono stati fatti solo per mettere in sicurezza alcuni ritrovamenti dopo l’alluvione. Un’emergenza».

I musei?

«Sono due perle (Castello e Archeologico in Cittadella, ndr), con reperti unici. Come detto, vanno valorizzati più di adesso. Abbiamo progetti in questo senso. Inoltre fra poco festeggeremo i venti anni del Parco di San Silvestro».

I parcheggi. Ma Parchi Val di Cornia non è solo archeologia. La società, che ha 29 dipendenti («troppo pochi», dice il presidente) più gli stagionali, si occupa anche delle concessioni ai balneari e, soprattutto, dei parcheggi.

Presidente, i parcheggi ogni anno portano polemiche: pochi servizi, furti, danneggiamenti alle auto.

«Noi abbiamo la gestione dei parcheggi, interventi strutturali sono di competenza del Comune. In ogni caso quest’anno abbiamo sostituito le colonnine: almeno i pagamenti potranno esser fatti anche con le carte di credito. Per quanto riguarda il problema dei furti, peraltro anche a me hanno rubato il computer dalla macchina durante un giro fra gli stabilimenti balneari, abbiamo fatto alcune modifiche ai turni di sorveglianza, che facciamo con sei persone, quelle che abbiamo. Poche, per l’enorme spazio da controllare. Ma, insieme al Comune, stiamo adesso predisponendo una sorveglianza aggiuntiva, con una società privata. Contiamo di dare presto una soluzione al problema».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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