Il presidio
«Un’Elba bellissima ma sporca e trascurata»
Drago e Masolini, due esperti di survival, per quattro giorni nei boschi dell’isola «Momenti e spettacoli unici, meriterebbero di essere valorizzati davvero»
MARCIANA. Due giovani amici, Davide Drago da Marciana Marina e Lorenzo Masolini da Prato, per quattro giorni nella macchia mediterranea dell’isola, per attraversarla da ovest ad est. Panorami unici ma anche incontri negativi. I due esperti di survival hanno percorso circa 60 chilometri di sentieri da Marciana a Cavo, scendendo alla zona campese dai 900 metri del Calanche, poi Procchio, Buraccio, Cima del Monte, Rio. «Un’Elba bellissima- dice Davide- i suoi boschi chissà cosa celano nel sottosuolo, ma non ci sono ricerche archeologiche. Ma abbiamo trovato cartacce, escrementi umani, bottiglie di vetro, mini discariche, persino verso la Cima del Monte. Sentieri trascurati con rovi alti più di due metri che abbiamo aperto col coltello; cartelli della sentieristica rotti o inesistenti o mal posizionati o vuoti. Bussola e carta militare 1 a 25 mila hanno aiutato. E nel campese, qualcuno ha cambiato il percorso del sentiero 44, per evitare escursionisti vicino alle case. Abbiamo fatto le ferrate con 20 chili di zaino: è stata dura ma ne valeva la pena». Vento e pioggia sono capitati anche nella notte. «Difficile avere acqua da bere, anche con tecniche di filtraggio- dice Lorenzo, ex militare - le sorgenti indicate dalle mappe erano murate o inesistenti. All’Orto dei Semplici però ci siamo riforniti. L’isola è comunque da godere, paesaggi, mufloni, cinghiali e il piccolo serpentello trovato con cui Davide si è messo a giocare. Poi gli odori della macchia mischiati a quello del mare, l’ombra dei lecci e dei castagni e anche le nebbiolina sulle Calanche, sono valsi ogni singolo passo e ogni goccia di sudore versata. L’isola ha mantenuto la sua promessa regalandoci momenti e spettacoli unici. Vivendo spesso la realtà degli Stati Uniti e vedendo i loro parchi, mi viene in mente quanto ancora potrebbe essere fatto, con costi e impegni limitati, per rendere più accogliente e organizzata la sentieristica. Va attuato un turismo del tutto ecologico».
Stefano Bramanti
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