Italia
Cinghiali, nuovi orari d’abbattimento nel Parco
Entro fine mese si attende la sentenza del Tar sul ricorso animalista. Marini: ma qualcosa si deve fare
PORTOFERRAIO. Pace armata, almeno per ora, tra amministratori pubblici, semplici cittadini e animalisti sul fronte della guerra al cinghiale. «Attendiamo il responso della camera di consiglio del Tar della Toscana – dice il vicesindaco di Portoferraio, Roberto Marini – in predicato di riunirsi il 29 giugno. Comunque sia, una decisione dovrà essere presa, prima che succeda qualche fatto increscioso».
Intanto un provvedimento è già stato adottato dal Parco nazionale dell’arcipelago. Sono stati stabiliti nuovi orari di abbattimento consentiti, secondo quanto è stato previsto dal Piano di prelievo del cinghiale, con selecontrollori per il corrente anno.
Fino al 30 giugno i selecontrollori (in pratica cacciatori individuati e autorizzati dal Parco che hanno ottenuto qualifiche specifiche dopo un percorso formativo) potranno cacciare gli ungulati nelle aree di competenza del Parco dalle 4,30 alle 21,45. Poi dal primo luglio al 15 l’orario autorizzato sarà dalle 4,40 alle 21,50. Dal 16 al 31 luglio si sposterà dalle 4,50 alle 21,40. Dal primo agosto al 15 dalle 5 alle 21,30. Infine dal 16 al 31 agosto dalle 5,20 alle 21,10.
Il problema però resta per il restante territorio non compreso nell’area protetta del Parco. E il vicesindaco di Portoferraio torna a parlare del Tar, cui aveva presentato ricorso contro il Comune del capoluogo elbano l’associazione “Vittime nella caccia”. Gli animalisti avevano contestato al primo cittadino portoferraiese il carattere di emergenza della sua ordinanza, con cui autorizzava l’abbattimento dell’animale selvatico rinvenuto in località Acquabona, in seguito ai danni ripetuti nel campo da golfo in questa località. «Attendiamo il verdetto che esprimerà il giudice amministrativo - dice Marini - fermo restando che non si può restare con le mani in mano, dopo le segnalazioni che ci giungono anche da Val di Denari alto e da Albereto. Nostri concittadini si trovano di sera ad aver a che fare con questi animali che entrano nei giardini, distruggendo colture e orti alla ricerca di radici da mangiare».
Situazione di massima allerta a Campo nell’Elba, dove Giorgio Giusti che vive fuori dal paese a ridosso della macchia («Per mia sfortuna», aggiunge) ha inviato alla Regione una denuncia chiedendo provvedimenti dopo che i cinghiali sono entrati nel suo podere, nonostante recinti e cancelli.
«"A questo punto - conclude – non ce la sentiamo più di uscire di casa di sera, perché, al nostro ritorno, troviamo due-tre cinghiali. Temiamo per l’incolumità dei nostri figli che sono piccoli. Non sappiamo come si può comportare un animale selvatico, quando si sente in pericolo».(l.c.)
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