Il Tirreno

Sindaci, una sufficienza striminzita

di Francesca Lenzi
Sindaci, una sufficienza striminzita

Giuliani bocciato per l’innalzamento dell’Imu alle aziende, ma premiato per le politiche di rilancio del territorio

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PIOMBINO. Male le energie alternative, bene gli sgravi e gli incentivi all’edilizia, mediamente positivi gli altri temi trattati, con Massimo Giuliani che alterna una grave insufficienza sull’Imu, per risollevarsi sul rilancio del territorio. Sono tutti e tre promossi - ma con voti bassi – i sindaci di Piombino, San Vincenzo e Campiglia, interessati dalle pagelle redatte dalla Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola impresa (Cna).

Un progetto, quello realizzato dall’associazione di categoria, promosso in tutta la provincia per un bilancio sull’operato dei sindaci a due anni dall’insediamento.

Dieci domande rivolte ai candidati sindaci in campagna elettorale, le cui risposte, adesso, vengono giudicate alla luce di due anni di lavoro. «Abbiamo deciso di fare domande precise e scritte per verificare, a metà mandato, quanto è stato realizzato a fronte delle promesse - spiega Diego Nocenti, presidente provinciale Cna - Un’iniziativa che vuol essere di stimolo e di riprova».

La Val di Cornia appare l’area più felice guardando i giudizi a metà mandato. Superano tutti la valutazione infatti i tre sindaci presi in esame. Manca all'appello Giuliano Parodi, primo cittadino di Suvereto, «in quanto, per motivazioni organizzative, abbiamo scelto di esaminare i comuni sopra i 5mila abitanti», puntualizzano i responsabili Cna.

«In generale la Val di Cornia rappresenta una realtà positiva nella provincia - afferma il direttore provinciale, Marco Valtriani - sia per il rapporto che le amministrazioni hanno tra di loro, sia per il confronto con le imprese, strumento sociale di un territorio».

Ma dall’indagine spiccano alcuni voti negativi interessanti. È il caso delle energie alternative, voce nella quale tutti e tre i sindaci non vanno oltre il 5. «C’è da fare molto di più in questo campo - afferma Alessia Fagioli, coordinatrice sindacale della Val di Cornia - Si richiede una politica più incisiva. Se è vero che un passo in avanti è stato fatto, mancano ad oggi azioni mirate».

Scorrendo le pagelle dei tre sindaci, tutti promossi con la media del 6 (Giuliani arriva al 6,1) risulta sufficiente a metà mandato il lavoro di tutti in diverse categorie: semplificazioni, gestione dei rifiuti, appalti, efficientamento dell’amministrazione, polo rottamazione e sgravi e incentivi sull’edilizia. Sufficiente ma senza squilli la promozione turistica: «Può essere fatto molto di più - sostiene Fagioli - Buono è il livello al quale sono arrivati i tre Comuni, con l’apporto del ruolo della Parchi, ma deve essere affinata la concertazione frutto di una visione d’insieme».

Il sindaco di Piombino raccoglie un pessimo 4 sull’Imu per le aziende e un 8 sul rilancio del territorio. «Apprezziamo lo sforzo di Alessandro Bandini a San Vincenzo che ha lasciato invariate le tariffe - spiega Fagioli - mentre si meritano l’insufficienza Giuliani e Soffritti che le hanno aumentate. Giuliani, dopo essersi sbilanciato in campagna elettorale sulle diminuzione delle aliquote, le ha al contrario alzate, applicando per alcune categorie l’importo massimo di 10,6, mentre per altre da 8,1 si è passati a 9,1. E sappiamo tutti che l’Imu è il fattore più pesante e mal digerito di un'impresa». La media del primo cittadino piombinese si risolleva comunque con le politiche di rilancio del territorio: «Piombino sta svolgendo un ruolo importante per i progetti di industrializzazione, sia nel rilancio del polo siderurgico che nell’obiettivo di diversificazione economica - dice la coordinatrice territoriale Cna - presentando ad esempio un progetto di riqualificazione urbana che potrebbe essere una boccata d’ossigeno per le imprese edili».

«Se è vero che a livello concreto dobbiamo ancora vedere molto, il nostro giudizio è sulla visione di prospettiva su industria e porto a - conclude Valtriani - D'altra parte il compito di un’amministrazione comunale sta nel creare le giuste opportunità e riteniamo che Piombino ci stia riuscendo, al di là della necessità di investimenti privati».

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