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Cinghiali, il Tar ha sospeso l’ordinanza del sindaco
Il tribunale amministrativo ferma gli abbattimenti straordinari all’Acquabona fino al pronunciamento nel merito del ricorso della onlus “Vittime della caccia”
PORTOFERRAIO. I cinghiali dell’Acquabona possono stare tranquilli per almeno altre due settimane. Il Tribunale amministrativo della Toscana ha infatti fissato per il prossimo 29 giugno la camera di consiglio al termine della quale il giudice amministrativo si pronuncerà nel merito del ricorso presentato dall’associazione “Vittime nella caccia” contro il Comune di Portoferraio e nei confronti dell’associazione sportiva Acquabona Elba Golf club.
L’associazione animalista ha infatti impugnato l’ordinanza firmata dal sindaco Mario Ferrari il 20 maggio scorso con la quale, di fatto, si constatava l’emergenza in seguito ai danni (gli ennesimi) compiuti dai cinghiali al campo da golf e si dava il via libera a una serie di abbattimenti straordinari in collaborazione con i cacciatori dell’Atc locale. Con il ricorso al tar l’associazione ha contestato il carattere di emergenza alla base dell’ordinanza del sindaco, chiedendone l’annullamento.
Per capire chi avrà ragione davanti ai giudici amministrativi si dovrà attendere la fine del mese, ma intanto l’associazione “Vittime della caccia” ha messo a segno il primo punto. Con un decreto cautelare, infatti, il Tar toscano ha concesso la sospensiva, congelando di fatto l’esecutività dell’ordinanza sindacale fino a quando non si avrà un pronunciamento nel merito del ricorso.
I tempi slittano, dunque. Ma l’emergenza dei cinghiali, al contrario, ha bisogno di soluzioni urgenti. E - questo è innegabile - il ricorso in corso di esame presso il tribunale amministrativo della Toscana sarà fondamentale per capire se la strada intrapresa dalle istituzioni elbane potrà essere percorsa fino in fondo.
La scorsa primavera, infatti, i sindaci dell’isola hanno tenuto contatti frequenti con la vice prefettura di Portoferraio: in aggiunta a quanto previsto dalla legge della Regione Toscana n° 10 del 2015 in fatto di emergenze cinghiali, si è convenuto come lo stato di allarme possa essere gestito localmente dai primi cittadini. In pratica, in determinate situazioni di pericolo ed emergenza, i sindaci hanno la possibilità di emettere delle ordinanze ad hoc. È quello che ha fatto il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, venendo incontro alle numerose segnalazioni e proteste in arrivo dall’Acquabona. Con l’ordinanza del 20 maggio scorso il sindaco ha dato il via libera ad un piano di abbattimenti straordinario, affidandosi alle squadre di cacciatori dell’Atc 10 di Livorno. I capi abbattuti sarebbero ritirati dagli stessi protagonisti dell'operazione a titolo d'indennizzo.
L’associazione “Vittime della caccia” ha invece contestato la struttura stessa dell’ordinanza emanata dal sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari: «Il sindaco – si legge nel ricorso – ha impropriamente utilizzato l'articolo 54, quarto comma, del Tuel (Testo unico degli enti locali) che consente tali azioni solo in caso di gravi problemi e imprevedibili, che minacciano la sicurezza e l'incolumità pubblica. L’associazione quindi non ritiene esistano tali fattori di rischio e fa presente che ci sono altri mezzi per intervenire secondo la legge regionale, che dispone altri metodi. Il Comune di Portoferraio inoltre, non ha dimostrato alcun pericolo per la collettività dovuta ai cinghiali, avendo limitato l’accertamento a proprietà private e non ha indicato il numero degli ungulati da abbattere».
Sarà il tribunale amministrativo a stabilire chi avrà ragione.
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