Italia
Cinque giorni a piedi sull’antica via della transumanza
Da Venturina a Cerreto Alpi sulle orme dei vecchi pastori In sei domenica partono alla ricerca delle proprie radici
VENTURINA. Zaino in spalla, scarpe comode e via, circa 260 chilometri a piedi ripercorrendo l’antica via della transumanza.
Da Venturina Terme a Cerreto Alpi (Reggio Emilia), in cinque giorni. Intenzionati a percorrere l’intero tragitto sono in sei: quattro cerretani, una venturinese e un suveretano. Uomini e donne di ogni età, ad esempio Alessio Farina ha 60 anni, Mariano Scala 25, Simona Magliani 37 e Franca Giannarelli 65.
«Quello che per i nostri vecchi era faticoso per noi è una grande festa - dice Alessio Farina - Cerreto Alpi e Venturina Terme hanno un’unione molto forte. Quando c’era la transumanza, se nascevi in inverno eri venturinese, altrimenti cerretano. Sono due realtà molto legate che, anche tramite questa camminata, riscoprono la propria cultura e i propri valori».
Il viaggio inizierà domenica dalla zona blu di Venturina, si snoderà in sette tappe e finirà il venerdì successivo a Cerreto Alpi.
Ad accogliere i viaggiatori, sabato 25, ci sarà la grande “festa del ritorno ai monti” con stand, bancarelle, letture, mostre e il concerto di Giovanni Lindo Ferretti, uno degli organizzatori dell’intera manifestazione, insieme alla Cooperativa Briganti di Cerreto, Circolo ricreativo Cerreto Alpi, Fondazione Ferretti, Comuni di Ventasso e Campiglia Marittima, gruppo cerretani nel mondo e comitato cittadino di Venturina Terme.
Ma non spaventa un viaggio così lungo? Franca Giannarelli, venturinese con origini cerretane, non ha alcun timore. «La forza di intraprendere questo cammino - dice - non mi manca. Mio padre e i miei nonni erano pastori, ho sentito sempre tanti racconti sulla transumanza. Mi sono sempre sembrati favole e il mio desiderio adesso è provare a viverle».
Anche Mariano Scala è entusiasta: «Io non ho vissuto la transumanza. Ora voglio partecipare a questo viaggio originale e impegnativo, sono molto legato alla mia terra e voglio dare il mio contributo. Ho preso subito la palla al balzo».
Al seguito della squadra di “camminatori” ci sarà un pulmino, per ogni evenienza.
Per quanto riguarda i pernottamenti invece il gruppo sarà ospitato da famiglie di amici che abitano nei pressi delle tappe.
«Loro ci aiutano così - dice Mariano Scala - È il loro modo di partecipare al viaggio anche senza prendere parte direttamente alla camminata».
Tra una tappa e l’altra il gruppo seguirà prevalentemente sentieri contrassegnati dal Club alpino italiano, ma attraverserà anche alcuni tratti di strada asfaltata ed è previsto un piccolo spostamento in treno.
E non è un viaggio chiuso, chiunque può aggregarsi per una tappa, per un’ora o per dieci minuti di cammino.
La via della transumanza sancisce un’unione che affonda le sue radici lontano nel tempo, quella tra le comunità di Venturina Terme e Cerreto Alpi.
«Si può dire che noi ci riconosciamo tutti come paesani», dice Simona Magliani.
«Il viaggio è un modo di ripercorrere la storia dei nostri paesi, di riscoprire le nostre origini - conclude Alessio Farina - Abbiamo così tanto da raccontare e da sfruttare».
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