Il presidio
La luce a Montecristo ora la dà il fotovoltaico
In funzione un impianto che garantisce l’autosufficienza energetica alla coppia di guardiani e al piccolo presidio della Guardia forestale
MONTECRISTO. C’è un’isola dalle scogliere di granito a picco sul mare, resa celebre dal romanzo di Alexandre Dumas padre e con un cuore sempre più verde. Da oggi Montecristo, la più proibita e suggestiva tra le perle dell’arcipelago toscano, è autosufficiente dal punto di vista energetico. E, per dirla con le parole del presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, Giampiero Sammuri, «può diventare un modello per le altre isole, che non possono prescindere dalle energie rinnovabili».
È un matrimonio particolare, quello celebrato in grande stile nell’isola che, vista da lontano, assomiglia a un cono rovesciato bruciato dal sole: il gioiello più selvaggio del Parco, riserva integrale e con accessi contingentati, si è dotato di un’anima di silicio, nascosta dietro i pochi immobili che si parano dietro la magnifica cala Maestra.
È l’energia del sole, dunque, il nuovo tesoro di Montecristo, dopo quello di San Mamiliano, il vescovo di Palermo che, eremita, si rifugiò sull’isola. Il tesoro, per intendersi, che nel romanzo di Dumas l’abate Faria lascia nelle mani di Edmond Dantes.
Un piccolo impianto fotovoltaico messo a punto dal Parco nazionale dell’Arcipelago toscano garantirà infatti la quasi completa autosufficienza energetica all’isola, popolata dai custodi Giorgio e Luciana Marsjai e da un manipolo di agenti della Forestale di Follonica che, a turno, presidiano Montecristo e gestiscono le poche visite annuali.
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Il gioiello “quasi” proibito. Montecristo è l’isola più suggestiva dell’arcipelago toscano, di certo quella più proibita. Quei lastroni di granito a picco sul mare restano infatti un miraggio per la maggior parte di turisti e amanti del mare, così come lo è l’acqua che arriva fino a Cala Maestra, la spiaggia a pochi metri dal piccolo porticciolo. Non ci si può immergere, diversamente da quanto accade a Pianosa, altro gioiello del nostro mare. Montecristo è un tesoro, il cui splendore è a beneficio di pochi. Anzi di pochissimi. Il Consiglio d’Europa, infatti, ha fissato a 1.000 il limite annuale di visitatori (600 studenti e 400 adulti).
Le visite sono possibili solo dal 1° aprile al 15 luglio e dal 31 agosto al 31 ottobre: non ci sono traghetti di linea e per arrivare con mezzo proprio la domanda va inoltrata 30 giorni prima della data prescelta all’Ufficio territoriale per la biodiversità del Corpo forestale dello Stato di Follonica. Una volta all’anno il Parco organizza una gita, a cui possono partecipare i residenti nei comuni dell’arcipelago toscano. Il percorso che si arrampica fino al monastero e offre degli scorci panoramici da mozzare il fiato.
Non è escluso che in futuro il tetto di visitatori possa essere modificato: nei prossimi giorni, infatti, alcuni rappresentanti del Consiglio d’Europa visiteranno l’isola proprio per valutare la possibilità di incremento del contingente di visitatori. Ma senza rivoluzioni: Montecristo è uno scrigno della biodiversità da un equilibrio precario. E per questo deve essere protetta.
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L’anima di silicio per l’isola. Ieri mattina il presidente del Parco Sammuri ha inaugurato l’impianto fotovoltaico, assieme al sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, ai comandanti della Forestale Stefano Vagniluca e Iacopo Mori e a quello della Capitaneria di porto di Portoferraio Emilio Casale.
Emiliano Dell’Agnello è l’ingegnere che ha seguito i lavori per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico di Montecristo. Due schiere di 12 pannelli ciascuna sono stati montati su una tettoia, a pochi metri dallo stabile che ospita il museo dell’isola: l’impianto garantisce 250 chilowatt di energia dal sole, che serve per caricare 48 batterie a gel. Negli altri edifici, inoltre, sono stati installati dei micro pannelli solari che servono per produrre acqua calda sanitaria.
L’impianto fotovoltaico garantirà energia, captando i raggi solari durante il giorno, e un’autonomia di due ore in caso di maltempo e durante la notte. La quota energetica è calibrata sul fabbisogno di 3-4 persone che, abitualmente, abitano l’isola. Il generatore a gasolio, che fino ad oggi è servito a garantire energia ai custodi e alla Forestale, si attiva automaticamente quando la scorta di energia solare viene meno.
«Si tratta di un piccolo passo che tuttavia è di grande importanza, considerate le difficoltà di varia natura che abbiamo incontrato per portare il fotovoltaico su un’isola particolare come Montecristo – racconta il presidente del Parco nazionale Giampiero Sammuri – grazie a questo intervento saremo in grado di spegnere per la maggior parte del tempo il generatore che era una fonte di inquinamento acustico e dell’atmosfera. Speriamo che, partendo da Montecristo, si possa estendere questo modello anche alle altre isole dell’Arcipelago toscano».
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